Saldatura a stagno in liuteria

Faccio una premessa importante, l’articolo è diretto a chi salda nel caso specifico della liuteria. In altri settori (elettronica) il discorso saldatura a stagno è molto più complesso e richiede altri macchinari.

Il liutaio ha effettivamente bisogno di poche e semplici cose. Se comprare in economia o no il necessario è scelta dell’utilizzatore che dovrebbe dipendere soprattutto dalla frequenza di lavoro e dalla qualità che si vuole avere. Infatti i modelli base dei saldatori, che presento quì e che ho avuto modo di provare, si rompono nel tempo. Le plastiche si scaldano e cominciano a dare problemi nel momento in cui l’utilizzo diventi professionale.

In liuteria si salda a stagno, con utilizzo o meno di pasta saldante e filo di stagno (senza piombo). Le saldature che si trovano sopra potenziometri o parti larghe sono spesso difficili da pulire e rimuovere dato il loro spessore, ma ci sono dei trucchetti per fare un lavoro pulito.

Prima di tutto scegliere il saldatore e il filo. Tra i modelli base di saldatore a stagno sicuramente i più economici sono questi in elenco. Amazon offre un ottimo prezzo, poi se non siete soddisfatti lo potete rimandare indietro.

Il primo annuncio è di un kit di saldatura, con tester e aspira stagno manuale.

Può essere utile ad un principiante che si affaccia per la prima volta alla saldatura, ed ha bisogno anche di un tester per verificare i circuiti degli strumenti o dei pickup.

Il secondo è ottimo per qualsiasi saldatura, anche le più impegnative.

Ha un wattaggio alto con resa immediata a max. 500°. Si aspetta poco per il suo riscaldamento, ma bisogna stare attenti a non esagerare con il calore, si potrebbero rovinare le parti soggette a saldatura (non lo userei sicuramente su un preamp. o su una scheda PCB). Bisogna fare delle piccole pause, sennò si può surriscaldare la pistola. Nella mia esperienza sono partito con questo e a volte tutt’ora lo utilizzo per fare velocemente, poi dato l’utilizzo sempre più professionale che ne facevo l’ho accoppiato ad un modello intermedio.

 

I modelli intermedi di saldatore a stagno possono eseguire un lavoro di qualità, ma hanno una durata limitata. Se si è degli utilizzatori non professionisti o comunque l’utilizzo non è proprio giornaliero, si può optare per questi due modelli seguenti. Io ho personalmente utilizzato la stazione saldante n. 937  (annuncio a destra). Questa è eccezionale, riscalda bene e la stazione ha una certa solidità). Putroppo dopo 2 anni l’ho dovuta cambiare, dato che certe parti in plastica si sono surriscaldate e rovinate.  Parliamo sempre di prodotti molto economici, è normale che siano poco durevoli.

Tra i modelli avanzati di saldatore a stagno troviamo dei prodotti che oltre a durare di più offrono anche qualche funzionalità in più.  Io ora utilizzo la 968 (link a estrema destra) che, oltre ad avere un ottimo prezzo, offre la pistola a calore per saldature reflow (per staccare e saldare circuiti stampanti, chip, componenti con multi saldature ecc….)  e il circuito per l’aspirazione dei fumi. Saldatore e pistola hanno due regolaz. indipendenti per la temperatura. La loro longevità è sicuramente superiore agli altri modelli, perciò sono indicati per un utilizzo professionale.  La 992 è forse quasi troppo per un liutaio, ma offre sicuramente un’ ottima robustezza, con sempre le stesse caratteristiche della 968.

 

 

 

 

 

Come stagno  utilizzerei sempre un filo senza piombo, dato che respirarlo non fa bene. Questo stagno è un pò più difficile da sciogliere con stazioni a basso wattaggio (quelle già spiegate come “base”). Non c’è bisogno di risparmiare su questo articolo, un rotolo può anche durare 20 anni, a seconda del vostro utilizzo. Dunque prendete questo nell’annuncio o simile, che è buono e senza piombo.

 

Se volete eseguire più facilmente una saldatura, potete utilizzare la pasta saldante, che nel caso il vostro saldatore sia di basso wattaggio, darà sicuramente una mano a sciogliere lo stagno più duro.

 

 

Polish per chitarra e altri strumenti

Polish Gibson
Polish Gibson

La scelta del polish con cui pulire lo strumento è solitamente un pò casuale, è difficile valutare un prodotto dall’etichetta, va provato… Nella mia esperienza un pò ne ho provati, qualcuno buono e qualcun altro no. Distinguiamo polish per verniciature di strumenti elettrici da quelli che invece sono dei prodotti nutrienti per legno vivo non verniciato, perchè su questo spesso si fa un pò di confusione.

Il pratico e vendutissimo lemon oil della Dunlop è forse stato un pò mitizzato. Non è un prodotto con cui si può fare tutto, ma può solo detergere lo sporco della tastiera verniciata o non di uno strumento elettrico / folk e riempirne i pori con i propri olii chiari. Lo consiglio su tastiere di acero o chiare, perchè ho visto sporcarsi di pallini bianchi i pori di legno scuro trattati con esso.

polish per chitarra elettrica

Non è da utilizzare su body con finiture sintetiche come nitro o poliuretano. Si trova anche nella versione con il doppo prodotto, a base cerosa di Carnauba, da dare a finitura dopo aver pulito con il primo prodotto.

Alternativo al Dunlop c’è il D’addario Lemon oil , che costa di solito qualcosa di meno è ha praticamente le stesse caratteristiche.

 

 

 

polish per violino
Polish per violino

Un vero e proprio Polish è il Gibson pump polish, il migliore di tutti. Io lo utilizzo per pulire tastiere e per lucidare body e togliere graffi leggeri sulla vernice, pulire e lucidare vernici naturali nei strumenti ad arco o nelle chitarre classiche. E’ talmente delicato nei suoi eccipienti che non lascerà mai traccia neanche su vernici nitro o naturali. Infatti si può usare anche su strumenti ad arco. Il lemon oil è un pò più aggressivo, se non rimosso da una vernice, potrebbe causare delle macchiette. Su Amazon si trova una versione un pò costosa, noi lo abbiamo nella nostra liuteria a un buon prezzo. E’ compreso il panno in microfibra.

Per dare colore e protezione alle tastiere è sempre meglio un olio colorato a base di lino, più nutriente di un lemon oil. Questi che elenco sono prodotti che però non detergono, perciò la tastiera va pulita prima con lemon oil o con degli idrocarburi leggeri. Il costo è molto ridotto e la durata del prodotto è praticamente infinita per un privato. Consiglio la colorazione media.

Si può utilizzare anche ravvivare la tastiera in ebano o palissandro di uno strumento ad arco o di una chitarra classica (violino, viola, contrabbasso, violoncello), come effetto collaterale vi macchierà le mani per 1 settimana). Utilizzare uno scottex per darlo su legno, poi gettarlo nella spazzatura bagnandolo prima con acqua.

In tutti i casi, non lasciare mai gocce di prodotto sullo strumento, asciugare e stendere sempre con un panno in microfibra.

 

 

 

 

 

Drigo dei Negrita alla Liuteria Cesarini

Documento in questo blog un’altro bel restauro, di quelli lunghi e impegnativi. La commissione è da parte di Drigo, che ringrazio per aver riposto fiducia nei miei servizi.

Drigo dei Negrita
la consegna

Da liutaio costruttore, ritengo che il restauro sia la forma più alta di liuteria. Ridare vita ad uno strumento inutilizzabile è a dir poco avvincente.

Drigo mi ha portato questa 12 corde “Stanzani e Tomassone“, databile anni 60/70. Lo strumento fa parte delle “Stantom Guitars“, strumenti creati dal 1960 al 1982 da Giancarlo Stanzani e Sergio Tomassone. Il valore è alto, data la limitata tiratura (pezzi unici).

Stanzani e Tomassone chitarra
Stanzani e Tomassone etichetta

Questa che ho alle mani non ha il truss rod. Questo tipo di caratteristica si può contestualizzare in un periodo storico in cui si sperimentava parecchio, a volte sbagliando.

Il manico si presenta tenace, ma non abbastanza per contrastare le 12 corde, in questi 45/50 anni si è ovviamente imbarcata in avanti. Lo strumento, come anche Drigo mi ha subito fatto notare, è insuonabile. Action conseguentemente alta, tra l’altro pickup ed elettronica non sembrano funzionare.

Come in ogni restauro, va studiata una strategia. Basterebbe cambiare l’originale design per perderne il valore, quindi l’unica via è scollare tutto, facendo molta attenzione a non rovinare nulla.

Come si può vedere in queste foto, lo strumento è stato preservato in ogni suo aspetto. Il truss rod aggiunto non è altro che un upgrade necessario del manico, dato che le corde lo porterebbero inevitabilmente in avanti. A livello di suono o di estetica la variazione è nulla. I legni, gli intarsi in plastica e i filetti tartarugati non hanno avuto modifiche di spessore.

Arriviamo alla parte elettronica, il pickup humbucker si presenta con le bobine interrotte (probabile ossidazione) e l’output non funziona. In questo pickup il ripristino dell’originalità è possibile, trovando l’impedenza corretta da ricreare misurando il calibro del filo presente. Si tratta di plain enamel da 0.64mm.

Alla fine di tutte le operazioni lo strumento è regolato con 0.10 D’Addario, con action più che ottima e con capotasto di osso nuovo. Il pickup suona molto bene, la posizione rispetto alle corde è giusta per avere un timbro con buon bilanciamento di armoniche. Anche Drigo dei Negrita, al ritiro dello strumento, dimostra di essere contento.

Liuteria CNC o lavorato a mano?


La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale

Argomento molto discusso, spesso in maniera troppo animata e senza i giusti approfondimenti. Come si può immaginare il mondo dell’artigianato non è più lo stesso di 50 anni fa, non è più nemmeno quello di 10 anni fa, perchè la tecnologia è continuamente in evoluzione. Basti pensare a tastiere “plekkate” , lavorazione controllo numerico, pantografi manuali, verniciature ad olio ad essicazione UV su staffe girevoli, lavorazione laser per incisione, ecc… Questi sono solo alcuni esempi, ma il cambiamento nei metodi di lavoro è notevole e riguarda sia il mondo classico che il mondo elettrico. Ho sempre guardato molto affascinato l’Universo della Liuteria, a cui appartengono il mondo degli strumenti ad arco a pizzico e il mondo della liuteria elettrica; vasto argomento da approfondire dal punto di vista della tecnologia del legno, dell’elettronica e della chimica. Sicuramente troppo da affrontare in maniera totalmente empirica, lo studio è sempre stato necessario, oggi più che mai. La tecnologia ha in qualche modo ampliato questo universo, avendo reso certe operazioni più veloci e a volte anche più precise. Infatti non sempre è praticabile la lavorazione “pura” a mano.

La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale. La soggettività del liutaio è fondamentale, essendo dotata di senso artistico oltre che di intelligenza. Perciò chi pensa di dover scegliere tra liuteria CNC o liuteria a mano, in base a termini di principio, sbaglia semplificando il discorso. Si tratta di metodologie di lavoro diverse, che non pregiudicano il talento artistico o intellettuale dell’artigiano.

Maestro Federico Cesarini
Liuteria cnc su violoncello da studio
Lavorazione cnc su violoncello da studio

Si pensi a confrontare la lavorazione a controllo numerico sui tre assi x-y-z (o anche 4, con l’asse rotante) di un “bravo liutaio” italiano con quella moderna a 5-6 assi di un centro di lavoro orientale. Il confronto è molto interessante. Partiamo dal bravo liutaio, che per prima cosa disegnerà il progetto dello strumento musicale nei minimi dettagli. C’è chi si limita a eseguire solo i perimetri e gli scassi, chi realizza anche incisioni, chi pensa alla costruzione di ogni singola parte (nel caso di strumenti elettrici battipenna, cover, ponte, ecc…). Il liutaio seguirà la fresatura del legno durante tutti i suoi passaggi, perchè conosce benissimo l’importanza del pezzo che sta lavorando e non vuole che la macchina sbagli o che il progetto prenda pieghe non previste. Perchè putroppo, al di là della precisione del mezzo cnc, l’errore è in realtà molto facile in sede di progettazione, con conseguente rischio che si possano rovinare legni pregiati o frese di alto valore. In molti casi le fresature non daranno un prodotto finito, ma un qualcosa di ancora grezzo a cui il liutaio darà la forma finale. Da questo si capisce quindi che il gusto dell’artista non verrà completamente omesso nelle operazioni, ma verrà solamente velocizzato. Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

Manico lavorato a mano
Manico lavorato a mano

Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

Liuteria cnc, Paris eye su cordiera ebano
Paris eye su cordiera ebano

Si potrebbero fare dei discorsi etici a riguardo dell’utilizzo di una controllo numerico in un laboratorio artigiano elettrico, ma sarebbero fuori luogo per varie ragioni. Velocizzare la lavorazione, perchè di questo si parla, con un pantografo manuale o con cnc, pone le stesse problematiche. Sempre si lavora il legno con un sistema elettro-meccanico “a copia”, per fare prima. Approfondiamo questo confronto, rimanendo nella liuteria elettrica. Chi lavora con cnc ha nell’ordine: progettazione su computer (2d e 3d), fresatura su macchina tramite codice realizzato su computer. Chi lavora su pantografo manuale avrà lo stesso percorso, solo più lungo: progettazione su computer del disegno, preparazione della dima realizzata in base a disegno, trasferimento della dima su un modello di legno dove il pantografo manuale potrà “sbattere” il cuscinetto della fresa al fine di riportare su manufatto il progetto. Altri metodi di lavorazione non li elenco (scalpello o utensili) perchè di fatto nessuno li utilizza nelle lavorazioni di scasso, bensì nella rifinitura.


Parlando di liuteria classica, il manufatto completamente fatto a mano è più logico…

… anche noi realizziamo i nostri strumenti ad arco professionali e chitarre classiche senza usare macchine controllate (eccetto sega a nastro, pialla e calibratrice). Questo sopratutto perchè si modificano i perimetri (dime), spessori e le misure per ogni strumento (anche in base al legno), di conseguenza la realizzazione di un progetto 3d ripetibile porrebbe molte limitazioni. Discorso differente si può fare per uno strumento da studio semi-professionale, che per essere acquistabile da una famiglia “normale” non può che essere realizzato più velocemente. Come ho già chiarito in altri blog, uno strumento fatto realmente a mano non può costare meno di certe cifre, a meno che non si parli di liuterie in start up o vere e proprie fregature. Per questo i professionali sono rivolti a professionisti, amatori, collezionisti.

Lavorazione a raspa su manico
Lavorazione a raspa su manico

Realizzare strumenti ad un prezzo più accessibile, ma che mantengano una certa qualità, è il modo migliore per contrastare la vendita di strumenti dell’Est, che per quanto possano essere fatti bene, dovrebbero rimanere nella fascia entry-level, in virtù dei legni utilizzati (minori) e delle metodologie di lavoro più approssimative. Inoltre le lavorazioni a cnc permettono di poter creare parti plastiche, metalliche e lignee (ad esempio accessori per strumenti ad arco e per a. per strumenti elettrici) nella propria sede di lavoro, limitando quindi l’acquisto di semilavorati orientali.

Vedo bene, di conseguenza, il nuovo approccio della liuteria cnc italiana, se si mantengono saldi i principi del lavoro di qualità. Vedendo intorno a questo tema molta confusione, mi chiedo se ci vorrebbe più trasparenza e onestà nella comunicazione, dato che è il cliente spesso a chiederla.

Costruzione violino a mano
Costruzione violino artigianale

Storia di una permuta… perchè permutare (o cedere) è giusto nell’ottica di avere uno strumento in buona salute.

 Atelier & Custom Shop Cesarini propone il servizio di permuta, che è ormai divenuto la forma di commercio più usata, in quanto permette di spendere meno e di rivalorizzare un usato che altrimenti finirebbe per rovinarsi nel tempo. Inoltre il laboratorio acquista strumenti usati, rotti, antichi e vintage e scambia con i propri strumenti in vetrina.

Violino 1/2, da cambiare con la prossima misura 3/4
Violino 1/2, da cambiare con la prossima misura 3/4

 

Parliamo di strumenti musicali, non arredamento, mobilio o altro tipo di beni di utilizzo quotidiano. Uno strumento ad arco, come un violoncello, una chitarra classica o un basso elettrico e tutti i loro simili, sono soggetti ad usura e ossidazione, nelle parti meccaniche e a “deperimento timbrico” tutti quelli che

Contrabbasso, manico da restaurare
Contrabbasso, manico da restaurare

hanno una cassa acustica in legno. Putroppo umidità, secco, caldo, freddo nell’alternanza dei diversi climi stagionali (in questi anni ancora più forti sono le escursioni termiche), creano un habitat poco amichevole allo strumento chiuso in custodia, magari per anni, o deposto in soffita (peggio in garage).

Archetti violino da restaurare
Archetti violino da restaurare

O magari lo credevamo più sicuro appeso al muro, ma poi sono passati come niente 5/10 anni e lo troviamo con le fasce distaccate dalla tavola armonica.

Non per essere poco ottimisti, ma purtroppo queste cose si vedono accadere molto spesso. La reazione della nostra clientela, a danno avvenuto, è quella di dire (giustamente).

<<Me lo può restaurare? Mi dà fastidio il fatto che sia rotto>> il mio consiglio seguente <<Certamente si può restaurare, ma le do un consiglio, se non lo utilizza proprio, lo faccia suonare!>>

Si aprono due strade, o lo si restaura e si aspetta il prossimo crollo (che avverrà negli anni a venire anche se lo strumento viene restaurato bene) o lo si affida a qualcuno (vendendolo, regalandolo) che lo suoni e provveda alla sua manutenzione ordinaria.

La differenza è proprio questa, la manutenzione ordinaria. Oltre a questa si aggiunge il fatto che lo si suona in maniera continua. Suonare uno strumento ad arco con cassa armonica in legno (violino, ecc…) lo rende meno soggetto ai problemi di deperimento. Il solo fatto di toglierlo una volta al giorno dalla sua custodia, che non va vista solo come una protezione, ma anche come un incameratore di umidità, rende lo strumento più sicuro. Inoltre la prevenzione è tutto, vedere per tempo una rottura permette di ripararla senza irradiare il danno.

Il discorso si è fatto lungo, torniamo alla permuta. Perchè è giusto permutare? Perchè la vendita diretta è ormai diventata molto difficile, il giro di moneta non è più lo stesso di una volta. Quindi nel caso di strumenti da studio, come mezze misure (violini piccoli 1/2, 3/4, ecc…), o di strumenti di maggior pregio, può convenire permutare per cambiare il proprio strumento. Due privati, o un negozio con il proprio cliente, possono studiare un cambio tra due strumenti, che sia vantaggioso un pò ad entrambe le parti, comprendendo ovviamente che un usato di recente produzione non vale come lo si è pagato da nuovo, tutto un altro discorso per gli strumenti vintage ed antichi, che in certi casi si rivalutano.

Federico Cesarini e una Vox d'epoca da sistemare
Federico Cesarini e una Vox d’epoca da sistemare

 

Umberto Fiorentino sceglie Cesarini Pickup

 

Umberto Fiorentino Big Beat
Umberto Fiorentino prova i Big Beat

Al Cesarini Custom Shop non tutti i giorni sono uguali, può accadere che un grande nome della chitarra jazz, come Umberto Fiorentino, varchi la porta del laboratorio…

Umberto Fiorentino chitarra
Umberto Fiorentino

Umberto, nasce a Roma il 5 febbraio del 1956. Esordisce negli anni settanta crescendo al fianco di molti dei musicisti con i quali intreccerà nel tempo alcune delle sue collaborazioni: Roberto Gatto, Danilo Rea, Riccardo del Frà, Maurizio Giammarco, Nicola Stilo, Ettore Fioravanti etc.  Con alcuni di essi si ritrova in “Lingomania” storico gruppo premiato nel 1985 e nel 1987 dal referendum della critica nazionale indetto dalla rivista “Musica Jazz” nella categoria “Miglior gruppo di Jazz italiano”.

 

Umberto viene a conoscenza del Cesarini Custom Shop attraverso l’endorser Valter Vincenti e la LP C-Mop , realizzazione Cesarini Vintage Series ’70. L’amore per la voce dei pickup C-Big Beat (montati sulla C-Mop in set), sembra essere a prima vista. La curiosità di Fiorentino è di capire se il pickup avrà potenzialmente la stessa sonorità su di un’altra chitarra, in particolare sulla sua “Schottmueller tele guitar” . Come sempre ho sostenuto in questo blog, i pickup hanno effettivamente una voce diversa su ogni strumento, molte sono le variabili, ma provare non costa nulla, perciò Umberto ed io ci diamo appuntamento alla Liuteria Cesarini.

Umberto Fiorentino Liuteria Cesarini
Umberto Fiorentino presso Liuteria Cesarini (Grazie ad Anna)

U. porta con se la sua tele masterbuilt, dopo avergli dato un’occhiata cambio il pickup con un C-Big Beat neck e lo regolo in base allo strumento, le corde montate e il tocco del musicista. Dalle parole di U. capisco che le peculiarità del pickup, che sono particolarmente piaciute, sono l’attacco veloce e il “piglio” sulle alte, particolarmente predominante nel suono. Infatti in un secondo tempo mi rivela che il Big Beat probabilmente sarebbe adattissimo in una semi acustica (ma questa sarà una storia per il prossimo articolo…).

Procediamo alla prova in Atelier, su amplificatore Fender, cercando di capire all’atto pratico, come il pickup lavori con lo strumento e con il musicista. In seguito ad altre piccole variazioni, di posizione e di viti, il pickup sembra soddisfare molto U. .

A questo punto non rimane che andare a pranzo! Ci lasciamo con l’intenzione di rivederci presto a Roma, con l’occasione documentare al meglio il nuovo sound.

 Umberto Fiorentino – All the things you are

Fonti: http://www.umbertofiorentino.com/biografia.html

Tag: Umberto Fiorentino Pickup

Differenze tra le colle usate in liuteria

Il mondo della chimica ha rivoluzionato il concetto di adesivo e colla in tutti i mestieri, compreso il settore della liuteria. Fino ai primi del 900 è stata usata la colla animale di osso (forte) o di tessuti (debole), quindi la liuteria classica del 1600 ha potuto adottare solamente questo tipo di soluzione.

La colla animale non ha proprietà eccellenti, trattandosi di una colla organica il suo utilizzo è da limitare ad alcuni lavori. In liuteria si consiglia di usare in certi tipi di restauri, specialmente nel momento in cui non si vogliano mischiare due composti diversi (una colla organica potrebbe non reagire bene con un’altra sintetica). E’ una colla reversibile, si pulisce con acqua e si scioglie con poco calore. Bisogna perciò stare molto attenti a strumenti incollati con questo tipo di colla, il calore estivo può fare staccare l’ aderenza. La colla animale di osso o tessuti in busta, preparata in casa, può ammuffire dopo 2 giorni, andrebbe tenuta in frigo, ma il suo forte odore non lo permette. Uno dei migliori prodotti in commercio, pronti all’uso e che non si rovina fuori dal frigo è la Titebond hide glue.

Le colle che sono successive alla colla animale, sono le colle viniliche (polivinilacetato, Vinavil), colle gommose di scarso impiego nel nostro lavoro. Vengono usate soprattutto per incollare truciolari o piallacci.  Hanno una resistenza buona all’acqua e al calore, ma essendo gommose non sono facili da lavorare. Da non utilizzare in liuteria classica, mentre in quella elettrica possono trovare qualche applicazione. Se dovete farne un impiego diverso dalla liuteria compratetela, perchè è una colla che resiste bene all’umidità (da esterni).

Le colle alifatiche (Titebond original e simili) sono la soluzione americana al problema. Risolvono le debolezze della colla animale, avendo una resistenza ed elasticità pari ad una vinilica, ma mantengono le caratteristiche di reversibilità. Si puliscono in acqua e si sciolgono (lentamente) con acqua e calore, ma un calore maggiore, che non troveremo facilmente in ambiente. Perciò si può stare tranquilli, senza però esagerare. Ricordo di aver usato alifatiche su ponti di chitarra, che si sono poi scollati per aver lasciato lo strumento in macchina al sole.

La colla poliuretanica, è nella versione di Titebond (che conosco) una colla eccezionale, ma con utilizzi mirati e ponderati. Non si trova facilmente e dato che viene dall’America spesso si trova una colla già indurita e con scadenza molto ravvicinata. E’ una colla che gonfia e attacca su tutto quello che trova, aderendo a quasi tutti i tipi di materiali (non solo i porosi, tipo legno). Consiglio l’utilizzo in operazioni fatte in economia ed improbabili, ad esempio incollare una paletta spezzata in mille parti (di cui il 50% assenti) di uno strumento di poco valore. Gonfiandosi può riempire come uno stucco. Un buon alternativo alla Titebond è l’adesivo Fratelli Zucchini. Attenzione a chiudere bene il tappo!

Consiglio di non esagerare nell’ordinare grandi quantità, le colle si seccano con il tempo, anche chiuse induriscono. Specialmente la poliuretanica.

Compro strumenti musicali

Il nostro Custom Shop acquista strumenti usati e vintage, bassi / chitarre acustiche ed elettriche / strumenti semiacustici / violini / violoncelli / archetti preamplificatori dedicati e parti per strumenti musicali come meccaniche, ponti, pickups, knobs, ecc…

Nella considerazione del prezzo di vendita, da considerare che lo strumento musicale usato (per articoli di produzione recente) non può essere acquistato dalla liuteria per una somma superiore al 50% del valore di mercato come nuovo. Se lo strumento si presenta in cattive condizioni, il valore non potrà essere superiore al 30% del valore di mercato come nuovo.

Per gli strumenti vintage la valutazione è diversa, richiede una contrattazione caso per caso.

Fai la tua offerta contattandoci!

compro strumenti musicali
compro strumenti musicali

Piezo per contrabbasso, quale?

Di piezo sono state prodotte varie versioni, per tutti gli strumenti ad arco del quartetto. Il contrabbasso, avendo un utilizzo nel jazz abbastanza solito, è quello che ha più possibilità di elettrificazione. Sistemi ottimi per il pizzicato sono quelli più semplici.

realist piezo David Gage

Realist (David Gage) proponeva e propone ancora due versioni, una dove il piezo veniva incapsulato nel legno, un’altra in un foglio di rame (copperhead), entrambe le versioni con un costo di listino di circa 220,00 euro. E’ stato forse il più apprezzato , soprattutto quando ancora la scelta non era vasta come oggi. Come quasi tutti i piezo, non sono stati studiati per essere tolti e montati di continuo. La loro membrana piezoelettrica può essere rovinata da una mano poco esperta.

full circle piezo Fishman
full circle

Fishman è più conosciuta per il suo costoso Full Circle, un sistema che prevede necessariamente il montaggio delle rotelle regolabili su di un ponticello, dato che il piezo è al loro interno. Se il ponticello ha il filetto delle rotelle metrico, andrà cambiato in pollici, mentre su di un ponticello fisso andranno tagliati i piedini e fatti i fori per ospitare il piezo / rotella. L’operazione non è economica presso liuteria ed il sistema ha un costo di circa 379,00 euro..

Altri sistemi interessanti, ma soprattutto per un utilizzo misto (archetto e pizzicato) sono gli Schertler, gli Shadow o in genere i sistemi ad archetto microfonico.

Schertler piezo
Schertler piezo

Gli Schertler (dal costo di circa 300,00 euro di listino), sono quelli che offrono meno feedback insieme ai piezo elencati sopra per pizzicato. Il loro contro può essere l’usura della componente piezoelettrica avvolta dal sughero, che va posta ad incastro tra le fessure armoniche del ponticello. Questa può comprimersi e cominciare ad uscire dalla sede dopo qualche anno.

 

I Piezo Cesarini PC-DB nascono in due versioni, Low gain e Hi Gain.

Cesarini Piezo contrabbasso
Cesarini Piezo su contrabbasso Giacomo Rossetti

La loro differenza sta solo nella quantità di volume. Suggerisco Hi Gain per strumenti non particolarmente vibranti e Low Gain (test su C-Double Bass) per strumenti che hanno vibrazioni intense sulla tavola armonica. Comprendono il jack che va posto su cordiera. Stiamo studiando in questi giorni il nuovo modello PC-DBVT, che presenterà controlli di tono e volume su cordiera. I nostri piezo sono quanto di più semplice si possa trovare su mercato e si ispirano come concezione ai Realist, quindi sono molto indicati per il pizzicato, ma anche i musicisti ad arco ne hanno fatto buon uso. Infatti offrono una bassissima risonanza, perciò possono essere impiegati su palco o in orchestra. Il modello PC-DB Hi Gain e Lo Gain non prevede pila ed ha un costo di listino di 168,00 euro, che include il montaggio del sistema in liuteria. Chi lo monterà a distanza potrà avere la nostra assistenza telefonica o in videochiamata.

BONUS STRADIVARI 2018 NOVITA’

Possiamo garantire il ritiro del Bonus Stradivari 2018, fino a esaurimento fondi (10 milioni di euro). Il plafond è poco rispetto alle possibili domande, perciò vi consigliamo di fare subito richiesta di preventivo presso Atelier Cesarini, cominciando già da gennaio a cercare il vostro strumento.

Chi ha già usufruito del Bonus Stradivari da 1000,00 euro (Bonus 2016), potrà richiedere il Bonus Stradivari 2018. La parte finale che verrà scontata sarà diminuita di -1000 euro.

Bonus 2018, applicazione:

  • Estensione del Bonus agli studenti di tutti i corsi dei Conservatori, degli ISSM e degli enti abilitati a rilasciare titoli riconosciuti Afam: preaccademici, triennio, biennio e precedente ordinamento. In aggiunta, sono compresi anche i corsi di strumento complementare (esclusi nel 2016);
  • Bonus Stradivari
    Bonus Stradivari

    Estensione agli studenti dei Licei Musicali; Cambiano le modalità del Bonus: non più euro 1.000, ma un contributo del 65% sul prezzo di acquisto, fino a un contributo massimo di euro 2.500;

  • La legge entrerà in vigore dal 2018 (ancora deve essere confermato in quale mese), potrete già prenotare il vostro strumento a Gennaio.
Cliccare per conoscere gli strumenti dove viene applicato il Bonus Stradivari 2018

Per conoscere il suono dei nostri strumenti vi consigliamo il nostro canale Youtube, dove sono presenti molti test audio visivi.