Liuteria CNC o lavorato a mano?


La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale

Argomento molto discusso, spesso in maniera troppo animata e senza i giusti approfondimenti. Come si può immaginare il mondo dell’artigianato non è più lo stesso di 50 anni fa, non è più nemmeno quello di 10 anni fa, perchè la tecnologia è continuamente in evoluzione. Basti pensare a tastiere “plekkate” , lavorazione controllo numerico, pantografi manuali, verniciature ad olio ad essicazione UV su staffe girevoli, lavorazione laser per incisione, ecc… Questi sono solo alcuni esempi, ma il cambiamento nei metodi di lavoro è notevole e riguarda sia il mondo classico che il mondo elettrico. Ho sempre guardato molto affascinato l’Universo della Liuteria, a cui appartengono il mondo degli strumenti ad arco a pizzico e il mondo della liuteria elettrica; vasto argomento da approfondire dal punto di vista della tecnologia del legno, dell’elettronica e della chimica. Sicuramente troppo da affrontare in maniera totalmente empirica, lo studio è sempre stato necessario, oggi più che mai. La tecnologia ha in qualche modo ampliato questo universo, avendo reso certe operazioni più veloci e a volte anche più precise. Infatti non sempre è praticabile la lavorazione “pura” a mano.

La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale. La soggettività del liutaio è fondamentale, essendo dotata di senso artistico oltre che di intelligenza. Perciò chi pensa di dover scegliere tra liuteria CNC o liuteria a mano, in base a termini di principio, sbaglia semplificando il discorso. Si tratta di metodologie di lavoro diverse, che non pregiudicano il talento artistico o intellettuale dell’artigiano.

Maestro Federico Cesarini
Liuteria cnc su violoncello da studio
Lavorazione cnc su violoncello da studio

Si pensi a confrontare la lavorazione a controllo numerico sui tre assi x-y-z (o anche 4, con l’asse rotante) di un “bravo liutaio” italiano con quella moderna a 5-6 assi di un centro di lavoro orientale. Il confronto è molto interessante. Partiamo dal bravo liutaio, che per prima cosa disegnerà il progetto dello strumento musicale nei minimi dettagli. C’è chi si limita a eseguire solo i perimetri e gli scassi, chi realizza anche incisioni, chi pensa alla costruzione di ogni singola parte (nel caso di strumenti elettrici battipenna, cover, ponte, ecc…). Il liutaio seguirà la fresatura del legno durante tutti i suoi passaggi, perchè conosce benissimo l’importanza del pezzo che sta lavorando e non vuole che la macchina sbagli o che il progetto prenda pieghe non previste. Perchè putroppo, al di là della precisione del mezzo cnc, l’errore è in realtà molto facile in sede di progettazione, con conseguente rischio che si possano rovinare legni pregiati o frese di alto valore. In molti casi le fresature non daranno un prodotto finito, ma un qualcosa di ancora grezzo a cui il liutaio darà la forma finale. Da questo si capisce quindi che il gusto dell’artista non verrà completamente omesso nelle operazioni, ma verrà solamente velocizzato. Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

Manico lavorato a mano
Manico lavorato a mano

Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

Liuteria cnc, Paris eye su cordiera ebano
Paris eye su cordiera ebano

Si potrebbero fare dei discorsi etici a riguardo dell’utilizzo di una controllo numerico in un laboratorio artigiano elettrico, ma sarebbero fuori luogo per varie ragioni. Velocizzare la lavorazione, perchè di questo si parla, con un pantografo manuale o con cnc, pone le stesse problematiche. Sempre si lavora il legno con un sistema elettro-meccanico “a copia”, per fare prima. Approfondiamo questo confronto, rimanendo nella liuteria elettrica. Chi lavora con cnc ha nell’ordine: progettazione su computer (2d e 3d), fresatura su macchina tramite codice realizzato su computer. Chi lavora su pantografo manuale avrà lo stesso percorso, solo più lungo: progettazione su computer del disegno, preparazione della dima realizzata in base a disegno, trasferimento della dima su un modello di legno dove il pantografo manuale potrà “sbattere” il cuscinetto della fresa al fine di riportare su manufatto il progetto. Altri metodi di lavorazione non li elenco (scalpello o utensili) perchè di fatto nessuno li utilizza nelle lavorazioni di scasso, bensì nella rifinitura.


Parlando di liuteria classica, il manufatto completamente fatto a mano è più logico…

… anche noi realizziamo i nostri strumenti ad arco professionali e chitarre classiche senza usare macchine controllate (eccetto sega a nastro, pialla e calibratrice). Questo sopratutto perchè si modificano i perimetri (dime), spessori e le misure per ogni strumento (anche in base al legno), di conseguenza la realizzazione di un progetto 3d ripetibile porrebbe molte limitazioni. Discorso differente si può fare per uno strumento da studio semi-professionale, che per essere acquistabile da una famiglia “normale” non può che essere realizzato più velocemente. Come ho già chiarito in altri blog, uno strumento fatto realmente a mano non può costare meno di certe cifre, a meno che non si parli di liuterie in start up o vere e proprie fregature. Per questo i professionali sono rivolti a professionisti, amatori, collezionisti.

Lavorazione a raspa su manico
Lavorazione a raspa su manico

Realizzare strumenti ad un prezzo più accessibile, ma che mantengano una certa qualità, è il modo migliore per contrastare la vendita di strumenti dell’Est, che per quanto possano essere fatti bene, dovrebbero rimanere nella fascia entry-level, in virtù dei legni utilizzati (minori) e delle metodologie di lavoro più approssimative. Inoltre le lavorazioni a cnc permettono di poter creare parti plastiche, metalliche e lignee (ad esempio accessori per strumenti ad arco e per a. per strumenti elettrici) nella propria sede di lavoro, limitando quindi l’acquisto di semilavorati orientali.

Vedo bene, di conseguenza, il nuovo approccio della liuteria cnc italiana, se si mantengono saldi i principi del lavoro di qualità. Vedendo intorno a questo tema molta confusione, mi chiedo se ci vorrebbe più trasparenza e onestà nella comunicazione, dato che è il cliente spesso a chiederla.

Costruzione violino a mano
Costruzione violino artigianale

Storia di una permuta… perchè permutare (o cedere) è giusto nell’ottica di avere uno strumento in buona salute.

 Atelier & Custom Shop Cesarini propone il servizio di permuta, che è ormai divenuto la forma di commercio più usata, in quanto permette di spendere meno e di rivalorizzare un usato che altrimenti finirebbe per rovinarsi nel tempo. Inoltre il laboratorio acquista strumenti usati, rotti, antichi e vintage e scambia con i propri strumenti in vetrina.

Violino 1/2, da cambiare con la prossima misura 3/4
Violino 1/2, da cambiare con la prossima misura 3/4

 

Parliamo di strumenti musicali, non arredamento, mobilio o altro tipo di beni di utilizzo quotidiano. Uno strumento ad arco, come un violoncello, una chitarra classica o un basso elettrico e tutti i loro simili, sono soggetti ad usura e ossidazione, nelle parti meccaniche e a “deperimento timbrico” tutti quelli che

Contrabbasso, manico da restaurare
Contrabbasso, manico da restaurare

hanno una cassa acustica in legno. Putroppo umidità, secco, caldo, freddo nell’alternanza dei diversi climi stagionali (in questi anni ancora più forti sono le escursioni termiche), creano un habitat poco amichevole allo strumento chiuso in custodia, magari per anni, o deposto in soffita (peggio in garage).

Archetti violino da restaurare
Archetti violino da restaurare

O magari lo credevamo più sicuro appeso al muro, ma poi sono passati come niente 5/10 anni e lo troviamo con le fasce distaccate dalla tavola armonica.

Non per essere poco ottimisti, ma purtroppo queste cose si vedono accadere molto spesso. La reazione della nostra clientela, a danno avvenuto, è quella di dire (giustamente).

<<Me lo può restaurare? Mi dà fastidio il fatto che sia rotto>> il mio consiglio seguente <<Certamente si può restaurare, ma le do un consiglio, se non lo utilizza proprio, lo faccia suonare!>>

Si aprono due strade, o lo si restaura e si aspetta il prossimo crollo (che avverrà negli anni a venire anche se lo strumento viene restaurato bene) o lo si affida a qualcuno (vendendolo, regalandolo) che lo suoni e provveda alla sua manutenzione ordinaria.

La differenza è proprio questa, la manutenzione ordinaria. Oltre a questa si aggiunge il fatto che lo si suona in maniera continua. Suonare uno strumento ad arco con cassa armonica in legno (violino, ecc…) lo rende meno soggetto ai problemi di deperimento. Il solo fatto di toglierlo una volta al giorno dalla sua custodia, che non va vista solo come una protezione, ma anche come un incameratore di umidità, rende lo strumento più sicuro. Inoltre la prevenzione è tutto, vedere per tempo una rottura permette di ripararla senza irradiare il danno.

Il discorso si è fatto lungo, torniamo alla permuta. Perchè è giusto permutare? Perchè la vendita diretta è ormai diventata molto difficile, il giro di moneta non è più lo stesso di una volta. Quindi nel caso di strumenti da studio, come mezze misure (violini piccoli 1/2, 3/4, ecc…), o di strumenti di maggior pregio, può convenire permutare per cambiare il proprio strumento. Due privati, o un negozio con il proprio cliente, possono studiare un cambio tra due strumenti, che sia vantaggioso un pò ad entrambe le parti, comprendendo ovviamente che un usato di recente produzione non vale come lo si è pagato da nuovo, tutto un altro discorso per gli strumenti vintage ed antichi, che in certi casi si rivalutano.

Federico Cesarini e una Vox d'epoca da sistemare
Federico Cesarini e una Vox d’epoca da sistemare

 

Umberto Fiorentino sceglie Cesarini Pickup

 

Umberto Fiorentino Big Beat
Umberto Fiorentino prova i Big Beat

Al Cesarini Custom Shop non tutti i giorni sono uguali, può accadere che un grande nome della chitarra jazz, come Umberto Fiorentino, varchi la porta del laboratorio…

Umberto Fiorentino chitarra
Umberto Fiorentino

Umberto, nasce a Roma il 5 febbraio del 1956. Esordisce negli anni settanta crescendo al fianco di molti dei musicisti con i quali intreccerà nel tempo alcune delle sue collaborazioni: Roberto Gatto, Danilo Rea, Riccardo del Frà, Maurizio Giammarco, Nicola Stilo, Ettore Fioravanti etc.  Con alcuni di essi si ritrova in “Lingomania” storico gruppo premiato nel 1985 e nel 1987 dal referendum della critica nazionale indetto dalla rivista “Musica Jazz” nella categoria “Miglior gruppo di Jazz italiano”.

 

Umberto viene a conoscenza del Cesarini Custom Shop attraverso l’endorser Valter Vincenti e la LP C-Mop , realizzazione Cesarini Vintage Series ’70. L’amore per la voce dei pickup C-Big Beat (montati sulla C-Mop in set), sembra essere a prima vista. La curiosità di Fiorentino è di capire se il pickup avrà potenzialmente la stessa sonorità su di un’altra chitarra, in particolare sulla sua “Schottmueller tele guitar” . Come sempre ho sostenuto in questo blog, i pickup hanno effettivamente una voce diversa su ogni strumento, molte sono le variabili, ma provare non costa nulla, perciò Umberto ed io ci diamo appuntamento alla Liuteria Cesarini.

Umberto Fiorentino Liuteria Cesarini
Umberto Fiorentino presso Liuteria Cesarini (Grazie ad Anna)

U. porta con se la sua tele masterbuilt, dopo avergli dato un’occhiata cambio il pickup con un C-Big Beat neck e lo regolo in base allo strumento, le corde montate e il tocco del musicista. Dalle parole di U. capisco che le peculiarità del pickup, che sono particolarmente piaciute, sono l’attacco veloce e il “piglio” sulle alte, particolarmente predominante nel suono. Infatti in un secondo tempo mi rivela che il Big Beat probabilmente sarebbe adattissimo in una semi acustica (ma questa sarà una storia per il prossimo articolo…).

Procediamo alla prova in Atelier, su amplificatore Fender, cercando di capire all’atto pratico, come il pickup lavori con lo strumento e con il musicista. In seguito ad altre piccole variazioni, di posizione e di viti, il pickup sembra soddisfare molto U. .

A questo punto non rimane che andare a pranzo! Ci lasciamo con l’intenzione di rivederci presto a Roma, con l’occasione documentare al meglio il nuovo sound.

To be continued…

 Umberto Fiorentino – All the things you are

Fonti: http://www.umbertofiorentino.com/biografia.html

Tag: Umberto Fiorentino Pickup

Differenze tra le colle usate in liuteria

Il mondo della chimica ha rivoluzionato il concetto di adesivo e colla in tutti i mestieri, compreso il settore della liuteria. Fino ai primi del 900 è stata usata la colla animale (forte o debole, di ossa o di soli tessuti), quindi la liuteria classica del 1600 ha potuto adottare solamente questo tipo di soluzione.

Colla animale liuteria
Colla animale in liuteria

La colla animale non ha proprietà eccellenti, trattandosi di una colla organica il suo potenziale utilizzo ormai è molto raro. In liuteria si può ancora usare in certi tipi di restauri, specialmente nel momento in cui non si vogliano mischiare due composti diversi (una colla organica potrebbe non reagire bene con un’altra sintetica). E’ una colla reversibile, si pulisce con acqua e si scioglie con poco calore. Bisogna perciò stare molto attenti a strumenti incollati con questo tipo di colla, il calore estivo può fare staccare l’ aderenza.

Colla da non usare in liuteria
Colla da non usare in liuteria

Le colle che sono successive alla colla animale, sono le colle viniliche (polivinilacetato, Vinavil), colle gommose di scarso impiego nel nostro lavoro. Vengono usate soprattutto per incollare truciolari o piallacci.  Hanno una resistenza buona all’acqua e al calore, ma essendo gommose non sono facili da lavorare. Da non utilizzare in liuteria classica, mentre in quella elettrica possono trovare qualche applicazione.

Colla titebond reversibile
Colla titebond original

Le colle alifatiche (Titebond original e simili) sono la soluzione americana al problema. Risolvono le debolezze della colla animale, avendo una resistenza ed elasticità pari ad una vinilica, ma mantengono le caratteristiche di reversibilità. Si puliscono in acqua e si sciolgono (lentamente) con acqua e calore, ma un calore maggiore, che non troveremo facilmente in ambiente. Perciò si può stare tranquilli, senza però esagerare. Ricordo di aver usato alifatiche su ponti di chitarra, che si sono poi scollati per aver lasciato lo strumento in macchina al sole.

colla poliuretanica liuteria
colla poliuretanica liuteria

La colla poliuretanica, questa è nella versione di Titebond (che conosco) una colla eccezionale, ma con utilizza mirati e ponderati. E’ una colla che gonfia e attacca su tutto quello che trova, aderendo a quasi tutti i tipi di materiali (non solo i porosi, tipo legno). Consiglio l’utilizzo in operazioni fatte in economia ed improbabili, ad esempio incollare una paletta spezzata in mille parti (di cui il 50% assenti) di uno strumento di poco valore. Gonfiandosi può riempire come uno stucco.

Quale violoncello comprare ad inizio studi (anche per violini, viole e contrabbassi)

Per rispondere alle questione, non servirà di  fare una serie di nomi o marche di strumenti musicali che, come noto, cambiano spesso la fattura dei propri strumenti da studio durante gli anni (cambiando spesso anche i centri di produzione, sempre delocalizzati rispetto al “brand”).

Stentor violino

La lista di marche è quasi infinita (Stentor, Yamaha, Mavis, Amadeus, Arrow, Soundsation, Bruck, ecc…), ma i centri di produzione sono spesso gli stessi. Il controllo qualità può fare la differenza, se previsto. In alcuni casi i violoncelli, come gli altri archi del quartetto, vengono solo montati, ma non regolati.

Scegliere il proprio strumento non è semplice, ma il dover selezionare porta spunti interessanti da scoprire. Spesso sento dire da alcuni genitori “Io non ci capisco niente e mio figlio non è in grado di scegliere”.

Ci si lascia consigliare da un insegnante, non solo per l’acquisto di uno strumento più costoso, ma anche per sapere quale violino comprare ad inizio studi. Penso sia un modo sbagliato di iniziare, la disciplina del musicista vorrebbe in questo senso anche un pò di immersione nell’argomento. Far pensare ad altri è sempre un modo per non imparare qualcosa. 

Negozio strumenti musicali

I genitori e gli insegnanti dovrebbero aiutare il piccolo musicista, che data la sua giovane età è effettivamente scarno di mezzi di paragone. Proprio quì diventa importante la prova. Provare per capire le differenze è fondamentale. Anche il genitore, se sarà attento (e un minimo curioso), durante la prova potrà “rubare con le orecchie”.

In altri blog esaminerò le variabili da considerare nell’acquisto di uno strumento, ma prima di tutto considerare il valore in rapporto al suono. Ovvero non pretendere da uno strumento da 150,00 euro che suoni e sia suonabile come un violino semi-professionale e via dicendo…

Segue un esempio multimediale di un nostro violoncello da studio, semi-professionale, suonato da l’insegnante e musicista Mathilde Sigier. Parliamo di strumenti che ruotano intorno ai 2000,00-2500,00 euro. A questa cifra non si può ancora avere niente di artigianale (che costerebbe dai 10.000 euro a salire), bensì si può avere un prodotto industriale di punta, che in questo caso viene selezionato, controllato e regolato presso Atelier Cesarini. Con questa spesa si deve cominciare a pretendere un’ottima suonabilità, che dipende in largo modo dal controllo qualità, la cassa dovrà avere un timbro piacevole e armonioso. Ancora non si potrà certo pretendere la completezza di suono, tipica di un artigianale. Per questo si dovrà aspettare il prossimo acquisto. Buon ascolto!

Cliccare quì per per conoscere la costruzione di un nostro violoncello da studio.

BONUS STRADIVARI 2018 NOVITA’

Possiamo garantire il ritiro del Bonus Stradivari 2018, fino a esaurimento fondi (10 milioni di euro). Il plafond è poco rispetto alle possibili domande, perciò vi consigliamo di fare subito richiesta di preventivo presso Atelier Cesarini, cominciando già da gennaio a cercare il vostro strumento.

Chi ha già usufruito del Bonus Stradivari da 1000,00 euro (Bonus 2016), potrà richiedere il Bonus Stradivari 2018. La parte finale che verrà scontata sarà diminuita di -1000 euro.

Bonus 2018, applicazione:

  • Estensione del Bonus agli studenti di tutti i corsi dei Conservatori, degli ISSM e degli enti abilitati a rilasciare titoli riconosciuti Afam: preaccademici, triennio, biennio e precedente ordinamento. In aggiunta, sono compresi anche i corsi di strumento complementare (esclusi nel 2016);
  • Bonus Stradivari
    Bonus Stradivari

    Estensione agli studenti dei Licei Musicali; Cambiano le modalità del Bonus: non più euro 1.000, ma un contributo del 65% sul prezzo di acquisto, fino a un contributo massimo di euro 2.500;

  • La legge entrerà in vigore dal 2018 (ancora deve essere confermato in quale mese), potrete già prenotare il vostro strumento a Gennaio.
Cliccare per conoscere gli strumenti dove viene applicato il Bonus Stradivari 2018

Per conoscere il suono dei nostri strumenti vi consigliamo il nostro canale Youtube, dove sono presenti molti test audio visivi.

 

Strumenti ad arco, quale è il giusto valore e come comprare.

Questo argomento è sicuramente molto lungo da trattare, mi limiterò a dare delle indicazioni orientative che possano essere d’aiuto soprattutto ai non addetti ai lavori, perciò ai musicisti, ai musicofili e ai genitori degli studenti di musica.


violino antico
violino antico

Dare un valore alla liuteria, ai propri servizi e agli strumenti, è un obiettivo che Atelier Cesarini persegue fin dall’inizio, primo passo fu creare un listino prezzi molto dettagliato dei servizi più richiesti.

Non fu una primissima assoluta, ma sicuramente uno dei primi listini della liuteria ad avere una specificità notevole, senza lasciare i prezzi al caso o a libera interpretazione.

Vediamo adesso quali sono i criteri per attribuire, ad uno strumento ad arco o archetto, un valore attendibile, poi cercheremo di capire che cosa possiamo comprare con un certo budget.

Continua a leggere Strumenti ad arco, quale è il giusto valore e come comprare.

Cesarini Pro Studio semi-professionali, violoncelli di liuteria a prezzi giusti

In questo video Mathilde Sigier suona un bellissimo tema di John Williams, con un nostro violoncello Cesarini Pro Studio, nella sua versione semi-professionale e con archetto in pernambuco Cesarini Selected.

https://www.youtube.com/watch?v=M2nnvE-PORY

Atelier Cesarini ha creato la serie semi-professionale, per dare la possibilità a tutti gli studenti, che abbiano prospettive di studio lungimiranti (Liceo musicale, Conservatorio),  di poter acquistare un violoncello a buon prezzo dalla ottima resa timbrica e dalla suonabilità eccezionale.

La serie amatoriale è invece più indicata a tutti i principianti, in particolare agli studenti che devono affacciarsi allo strumento 4/4, ma che non vogliono comprare uno strumento di fabbrica entry level.

Violoncello prezzi
Violoncello semi-professionale

Il prezzo di un violoncello Cesarini Pro Studio è ancora più conveniente nel caso si opti per un pacchetto comprensivo di archetto e custodia. Tutte le informazioni relative alla qualità e al prezzo, si possono trovare a questa pagina.

Per conoscere come vengono costruiti i Violoncelli da studio Cesarini Pro, seguire questa pagina del blog.

Violino da studio e famiglia d’archi, come comprare

La domanda è, quanto spendere per uno strumento ad arco?

50,00 euro, 100,00 euro, 200,00 euro, 500,00 euro, 1.500,00 euro, 2.500,00 euro, 10.000,00 euro, 20.000 euro?

violino da studio
violino da studio 3/4, messa a punto

Le parti dello strumento che devono essere standard e ben regolate, non sono poche. Di conseguenza, uno strumento ad arco, al di là del suo costo, deve rispettare almeno alcune regole per poter essere utilizzato nello studio.

Non valorizzare lo strumento, significa non dare importanza allo studio. Si può considerare questa come una regola generale, che può valere sicuramente in molti altri settori di studio.

Ma come è possibile capire qual’è lo strumento che può essere un buon compromesso qualità – prezzo? Sicuramente i tempi cambiano, i prezzi di conseguenza. Un violino industriale cinese 10 anni fa costava 300 euro, ed era fatto male, mentre un violino cinese industriale oggi costa 150 euro ed è fatto meglio.

La produzione industriale ci vuole far spendere meno, ma noi reagiamo di conseguenza, vogliamo spendere sempre meno.

violoncello da studio

Vedo alcune famiglie prentedere, da uno strumento entry level e dal suo relativo archetto, un buon timbro, una discreta suonabilità, una buona affidabilità e un basso prezzo. Queste sono cose che purtroppo non vanno bene insieme. Esaminiamo in questo altro post quali sono le caratteristiche base, che uno strumento ad arco da studio inziale , dovrebbe avere.

 

Gibson a confronto, l’importanza del setup

Anche tra due modelli LP dello stesso anno (1992)  le differenze si notano. Il setup è importante, vediamo perchè.

les paul Gibson
les paul guitars Gibson ’90 Studio

Fare il setup regolarmente è forse la variabile più importante, per avere uno strumento performante e che non perda valore nel tempo.

La prima differenza, forse la più importante, è data dalle cure dei proprietari nel tempo.

Continua a leggere Gibson a confronto, l’importanza del setup