Come tenere la chitarra in casa

Non voglio darvi soluzioni impossibili da applicare, come tenere una bacinella d’acqua permanentemente in una camera per migliorarne l’umidità o cambiare posizione dello strumento durante l’anno 4 o più volte a seconda del clima. Le soluzioni migliori per tenere la chitarra in casa ora le vedremo, quelle più semplici e per tutti, dato che sono poi in definitiva le più facili da ricordare e utilizzare.

Prima di tutto, lo strumento elettrico con parti in legno (chitarre, bassi, ukulele, mandolini, ecc…) ha appunto un hardware che ha regole un pò analoghe al legno, ma diverse. Seconda cosa da analizzare è anche il valore tecnico dei metalli e dei legni usati (nonchè vernici e colle). Non potendo fare distinzione caso per caso, mi limito a dare dei consigli generali.

Meglio tenere lo strumento in casa fuori dalla custodia (specialmente se rigida). Il case rigido, ma anche quello morbido, è potenziale incameratore di umidità, che può rovinare in successione: elettronica, cromature, pickup, tasti, meccaniche ingranaggi, sellette ponti e viti in generale, truss rod, vernici. In particolare, le vernici possono distaccarsi completamente dal legno, anche nel giro di soli 2-3 anni. Il bello è che questo non lo vedrete da fuori, lo strumento vi sembrerà bello e a posto finchè un giorno comincerete a vedere dei gretti che, se toccati, staccano ampie porzioni di vernice (specialmente nel poliestere).

Se lo strumento sta fuori dalla custodia ed è ben pulito con dei giusti polish (vedere quì) avrà vita longeva. L’estetica si comprometterà, ma nel giro di mezzo secolo. Ricordo che inoltre le cromature e in generale tutte le parti dove ci sono metalli, non sono più quelle di una volta, ora sono decisamente peggiori dato che i metalli hanno un costo maggiore (dopo gli anni 2000, tracollo). Le vernici hanno invece avuto un miglioramento dopo gli anni 90 in termini tecnici, ma non di suono. L’elettronica è ampiamente usata orientale e di natura economica, quindi un potenziometro, output jack o switch, se sottoposti ad umido, dopo un anno possono già dare problemi.

Come tenere la chitarra in casa quindi? Aggrapparla al muro utilizzando uno stand da muro (soluzione più semplice se sapete infilare 3 stop nel muro). Ogni tanto pulite con polish la zona a contatto con le gomme dell’appoggio. Vi lascio alcuni link dei migliori su Amazon che uso, sennò li trovate anche da noi o negozi. Altri potrebbero dare problemi di tenuta, alcuni hanno delle gomme che macchiano lo strumento, altri si piegano. Guardateli tutti per non sbagliare, dal più economico al più caro:



In alternativa utilizzate dei stand a terra. Soluzione forse meno pratica perchè occupa spazio in casa e arreda meno (e ci si casca anche inavvertitamente!).



Riguardo al fattore temperatura e umidità, eliminando la custodia avete tolto la possibilità di evitare climi stazionari sempre uguali e magari dannosi. Se c’è ventilazione è sempre meglio , ovviamente senza esagerare. Estremi caldi anche brevi (20°/25° umidità +37C°/42C° in su per 15-20 ore, ad esempio una serra, stanza bioclimatica o vicino al termosifone)  possono scollare parti, piegare battipenna, danneggiare pickup e fare danni agli strumenti classici o con cassa armonica rompendo il legno. Forte umidità allo stesso modo (70° umidità +5C°/10C° per vari mesi, ad esempio un garage) può spaccare strumenti classici (spingendo le catene interne contro le fasce), distaccare vernici dal legno, ossidare e corrodere elettronica. Controllate la temperatura e umidità nelle stanze che scegliete e nelle custodie, per togliervi la curiosità. Questi sono i mezzi:

A tutti i cultori della conservazione dello strumento invito a leggere i blog dedicati:

Regalo per musicista !? Qualcosa di artigianale

Regalo per musicista? Questa domanda sono sicuro sia passata in testa a molte persone, ma nel momento del bisogno le idee magari non si trovano! Voglio darvi qualche aiuto, con delle mie proposte artigianali e non solo, non tralasciando i costi ovviamente.

Elenco prima di tutto le nostre soluzioni. Un regalo artigianale è la via più originale. Altri regali di commercio li esaminiamo a questa pagina.

Tracolla artigianale con scritta incisa a caldo (per chitarra, basso, ukulele, banjo)

Liuteria Cesarini può realizzarvi una tracolla in pelle, come volete. Nonchè incisa con iniziali, scritte personali, ecc… I materiali e finiture tamponate che posso farvi selezionare sono vari. La scritta si può farve su pelle marchiata a caldo, che dia un buon contrasto. Un regalo che vi comporterà una spesa da 65,00 a 120,00 euro.

Incisione/Targhetta di un disegno o un nome su legno fatta a mano (per chitarra, basso, ukulele, tutti gli strumenti ad arco, archetti)

L’incisione può essere fatta direttamente su legno, in zone non troppo visibili mentre si suona, così che possa essere una dedica “intima”. In alternativa può essere ben visibile, anche curata con materiali normali plastici o di pregio (madreperla). Un regalo molto prezioso, che vi comporterà una spesa da 85,00 a 200,00 euro.

Buono regalo per un servizio/accessorio di liuteria (per tutti gli strumenti musicali trattati in liuteria)

Questo è il regalo con cui si va sul sicuro dato che si può scegliere il range di spesa preferito e farne un buono di acquisto, con cui poter ricevere in cambio molte cose, tra cui servizi di liuteria (setup, messe a punto, restauro) o accessori di liuteria o di commercio (plettri artigianali, tracolle, ecc…). Il buono consigliabile è di 50,00 euro, ma si può decidere di spendere qualcosa di meno o di più.Alcune idee in galleria:

Buono regalo per il restauro di uno strumento antico (per vari strumenti musicali)

Se il/la vostro/a amico/a o compagno/a di vita ha ritrovato uno strumento in soffitta tutto rovinato, potrebbe volerlo restaurare. Quello che potete fare è prendere il cellulare e fare tante di foto di nascosto di questo strumento e inviarle a noi (info@liuteriacesarini.com). Potermo farvi una stima del danno e del restauro. A quel punto potrete decidere se scegliere di fare questo regalo oppure no.

Mandolino restaurato per regalo

Aerografia/verniciatura di uno strumento moderno o classico (chitarre, strumenti ad arco, ecc…)

Il regalo comincia a diventare un “regalone”. Volete stupire qualcuno o fare un grosso regalo a un figlio? Allora scegliere di fare una personalizzazione grafica di uno strumento musicale! Dovrete un minimo consultare l’interessato per sapere che genere di colore, grafica potrebbe piacere.

Dal punto di vista grafico possiamo aiutarvi a realizzare un disegno o scritta. Si può scegliere per fare un disegno fantasioso, una serie di scritte, una verniciatura colorata. Un regalo che vi comporterà una spesa da 300,00 a 600,00 euro. Alcuni lavori:

Regalare uno strumento da studio

Per fare un ottimo regalo, riunendo un pò di soldi, si può pensare anche di regalo un vero e proprio strumento, da studio ovviamente se non vogliamo esagerare. Possiamo avere degli ottimi strumenti (violini, chitarre elettriche, bassi elettrici, violoncelli, archetti, chitarre classiche) da studio per cifre che partono dai 250,00 euro.

Regalare uno strumento artigianale 

Questo è il regalo per la vita, il matrimonio, per i 30 anni, per la maturità o per qualsiasi altra grande occasione. Regalare uno strumento su commissione nostra non ha prezzo. Può essere fatto il regalo, dopodichè è il beneficiario stesso che ne può seguire la costruzione. Se parliamo di strumenti elettrici la cifra orientativa parte dai 1500,00 euro per arrivare a 3500,00 / 4500,00 euro (consiglio la pagina MY Guitar). Per strumenti ad arco (visitare Atelier Cesarini) comincia da 1300,00 euro (per qualcosa di semi-artigianale o antico) fino ad arrivare a cifre più alte.

Altri regali di commercio li esaminiamo a questa pagina.

Come accordare il violino (o viola) – vademecum con video

Questa sembra essere un’operazione molto complicata, in realtà tutti possiamo cimentarci e riuscire ad accordare il violino, genitori e allievi giovani. Prima regola: non avere paura di farlo.

Nel mio lavoro capita spesso di accordare gli strumenti di giovani allievi, anche perchè con l’occasione si cambia magari una corda rotta, una muta intera o si rivede l’assetto dello strumento, che sia corretto. Nel caso lo strumento musicale sia solo da accordare effettivamente il genitore risparmiarsi il viaggio. Si tratta di poche semplici cose da tenere a mente, poi si potrà provare da soli ad accordare lo strumento. Per accordare un violoncello andare a questa pagina.

1.Comprare un accordatore per violino, vi suggerisco alcuni tipi molto economici, in alternativa ci sono applicazioni sul cellulare gratuite. L’accordatore rileva la nota suonata, non dovete usare l’archetto, potete solamente pizzicare la corda con l’indice applicando moderata forza. Dovete ricordare che le corde del violino, a partire dalla prima (la più fina) sono MI-LA-RE-SOL, nella notazione inglese E-A-D-G. Per la Viola l’ordine è LA-RE-SOL-DO. Mettere l’accordatore in modalità C, ovvero cromatica.

Solitamente blocco la pinza sulla mentoniera o sulla cordiera. Il primo è il più economico, ma molto valido. Tutti sono stati da me provati, funzionano benissimo. Anche se vi ci regalano i plettri, non vuol dire che non li possiate utilizzare su strumenti ad arco.

2.Se la corda si fosse sfilata dal pirolo dovrete semplicemente infilarla nuovamente nel foro piccolo di ingresso a metà di esso. Il pirolo è un pezzetto tronco-conico ad incastro nel riccio del violino, può girare in senso orario/antiorario sfilandosi o incastrandosi.

3. Girare in senso orario (come stringere un cacciavite) il pirolo per tirare la corda finchè non raggiunge una tensione leggera, che permetta di far uscire un suono pizzicandola. Non abbiate timore, so che le corde hanno un costo, ma non si rompono subito. Fate le operazioni in maniera progressiva .

4.Per bloccare la corda all’accordatura che si vuole, o per fermarla momentaneamente, oltre che avvitare il pirolo dovrete stringerlo (girando sempre in senso orario) verso l’interno incastrandolo. NON SI PUO’ FERMARE IL PIROLO AL CONTRARIO, ovvero svitando il pirolo (calanda di nota). E’ un pezzo di legno conico, perciò è studiato perchè si incastri. Se dovesse scorrere male (a scatti) o essere troppo fluido probabilmente sarà necessario l’intervento del liutaio. Non farsi prendere dalla paura nello stringere il pirolo verso l’interno, spesso i piroli si sciolgono facilmente perchè si ha paura di stringere con la giusta forza, soprattutto nei violoncelli.

5.La parte forse più complicata è capire a che nota fermarsi. Quì l’accordatore trova la sua utilità, ma dovrete anche tenere in conto altri fattori. Mentre si tira la corda con il pirolo, in maniera lineare, la si pizzica (per dare un suono dovrà essere suff. tesa) . La nota che uscirà dal violino dovrà essere confrontata con l’accordatore che ci dice a quale nota siamo arrivati. Ricordare che l’accordatore ragiona rispettando l’ordine delle note, quello che sappiamo un pò tutti DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI, in inglese C-D-E-F-G-A-B. Se stiamo accordando la prima corda di MI (E in inglese) e leggiamo sull’accordatore DO (C in inglese) probabilmente dovremo salire (avvitare il pirolo) di due toni per raggiungere il MI.

PER PERSONE PIU’ ESPERTE: Cercare di capire a buon senso quale è la tensione normale della corda, per velocizzare l’operazione. Fare un paragone di tensione con le altre corde montate sul violino, se ci sono, può aiutare. Il mi è la corda più tesa.

Faccio un esempio pratico: accordare il violino sulla prima corda (la più fina) il MI (E in inglese). Guardate il video: in arrivo!

Accordare il violoncello – vademecum con video

Nel mio lavoro capita spesso di accordare gli strumenti di giovani allievi, anche perchè con l’occasione si cambia magari una corda rotta, una muta intera o si rivede l’assetto dello strumento, che sia corretto. Nel caso lo strumento musicale sia solo da accordare effettivamente il genitore risparmiarsi il viaggio. Si tratta di poche semplici cose da tenere a mente, poi si potrà provare da soli ad accordare lo strumento. Per accordare il violino o viola andare a questa pagina.


1. Comprare un accordatore per violoncello, vi suggerisco alcuni tipi molto economici, in alternativa ci sono applicazioni sul cellulare gratuite. L’accordatore fisico è meglio, perchè riceve la nota più da vicino. L’accordatore rileva la nota suonata, non dovete usare l’archetto, potete solamente pizzicare la corda con l’indice applicando moderata forza. Dovete ricordare che le corde del violoncello, a partire dalla prima (la più fina) sono LA-RE-SOL-DO, nella notazione inglese A-D-G-C. Mettere l’accordatore in modalità C, ovvero cromatica. Io solitamente blocco la pinza dell’accordatore sul ponticello.

Il primo è il più economico, ma molto valido. Tutti sono stati da me provati, funzionano benissimo. Anche se vi ci regalano i plettri, non vuol dire che non li possiate utilizzare su strumenti ad arco


2. Se la corda si fosse sfilata dal pirolo (in fig.) dovrete semplicemente infilarla nuovamente nel foro piccolo di ingresso a metà di esso. Il pirolo è un pezzetto tronco-conico ad incastro nel riccio del violoncello, può girare in senso orario/antiorario sfilandosi o incastrandosi.
Girare in senso orario (come stringere un cacciavite) il pirolo per tirare la corda finchè non raggiunge una tensione leggera, che permetta di far uscire un suono pizzicandola. Non abbiate timore, so che le corde hanno un costo, ma non si rompono subito. Fate le operazioni in maniera progressiva.
3. Per bloccare la corda all’accordatura che si vuole, o per fermarla momentaneamente, oltre che avvitare il pirolo dovrete stringerlo (girando sempre in senso orario) verso l’interno incastrandolo. NON SI PUO’ FERMARE IL PIROLO AL CONTRARIO, ovvero svitando il pirolo (calanda di nota). E’ un pezzo di legno conico, perciò è studiato perchè si incastri. Se dovesse scorrere male (a scatti) o essere troppo fluido probabilmente sarà necessario l’intervento del liutaio. Non farsi prendere dalla paura nello stringere il pirolo verso l’interno, spesso i piroli si sciolgono facilmente perchè si ha paura di stringere con la giusta forza, soprattutto nei violoncelli.
4. La parte forse più complicata è capire a che nota fermarsi. Quì l’accordatore trova la sua utilità, ma dovrete anche tenere in conto altri fattori. Mentre si tira la corda con il pirolo, in maniera lineare, la si pizzica (per dare un suono dovrà essere suff. tesa) . La nota che uscirà dal violino dovrà essere confrontata con l’accordatore che ci dice a quale nota siamo arrivati. Ricordare che l’accordatore ragiona rispettando l’ordine delle note, quello che sappiamo un pò tutti DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI, in inglese C-D-E-F-G-A-B.  Se stiamo accordando la prima corda (il LA, F in inglese) e leggiamo sull’accordatore SOL (G in inglese) probabilmente dovremo salire (avvitare il pirolo) di un tono per raggiungere il LA.
4b. PER PERSONE PIU’ ESPERTE: Cercare di capire a buon senso quale è la tensione normale della corda, per velocizzare l’operazione. Fare un paragone di tensione con le altre corde montate sul violoncello, se ci sono, può aiutare. Il LA è la corda più tesa.

Faccio un esempio pratico: accordare il violoncello sulla prima corda (la più fina) il LA (A in inglese). Guardate il video: in arrivo!

    Saldatura a stagno in liuteria

    Faccio una premessa importante, l’articolo è diretto a chi salda nel caso specifico della liuteria. In altri settori (elettronica) il discorso saldatura a stagno è molto più complesso e richiede altri macchinari.

    Il liutaio ha effettivamente bisogno di poche e semplici cose. Se comprare in economia o no il necessario è scelta dell’utilizzatore che dovrebbe dipendere soprattutto dalla frequenza di lavoro e dalla qualità che si vuole avere. Infatti i modelli base dei saldatori, che presento quì e che ho avuto modo di provare, si rompono nel tempo. Le plastiche si scaldano e cominciano a dare problemi nel momento in cui l’utilizzo diventi professionale.

    In liuteria si salda a stagno, con utilizzo o meno di pasta saldante e filo di stagno (senza piombo). Le saldature che si trovano sopra potenziometri o parti larghe sono spesso difficili da pulire e rimuovere dato il loro spessore, ma ci sono dei trucchetti per fare un lavoro pulito.

    Prima di tutto scegliere il saldatore e il filo. Tra i modelli base di saldatore a stagno sicuramente i più economici sono questi in elenco. Amazon offre un ottimo prezzo, poi se non siete soddisfatti lo potete rimandare indietro.

    Il primo annuncio è di un kit di saldatura, con tester e aspira stagno manuale.

    Può essere utile ad un principiante che si affaccia per la prima volta alla saldatura, ed ha bisogno anche di un tester per verificare i circuiti degli strumenti o dei pickup.

    Il secondo è ottimo per qualsiasi saldatura, anche le più impegnative.

    Ha un wattaggio alto con resa immediata a max. 500°. Si aspetta poco per il suo riscaldamento, ma bisogna stare attenti a non esagerare con il calore, si potrebbero rovinare le parti soggette a saldatura (non lo userei sicuramente su un preamp. o su una scheda PCB). Bisogna fare delle piccole pause, sennò si può surriscaldare la pistola. Nella mia esperienza sono partito con questo e a volte tutt’ora lo utilizzo per fare velocemente, poi dato l’utilizzo sempre più professionale che ne facevo l’ho accoppiato ad un modello intermedio.

     

    I modelli intermedi di saldatore a stagno possono eseguire un lavoro di qualità, ma hanno una durata limitata. Se si è degli utilizzatori non professionisti o comunque l’utilizzo non è proprio giornaliero, si può optare per questi due modelli seguenti. Io ho personalmente utilizzato la stazione saldante n. 937  (annuncio a destra). Questa è eccezionale, riscalda bene e la stazione ha una certa solidità). Putroppo dopo 2 anni l’ho dovuta cambiare, dato che certe parti in plastica si sono surriscaldate e rovinate.  Parliamo sempre di prodotti molto economici, è normale che siano poco durevoli.

    Tra i modelli avanzati di saldatore a stagno troviamo dei prodotti che oltre a durare di più offrono anche qualche funzionalità in più.  Io ora utilizzo la 968 (link a estrema destra) che, oltre ad avere un ottimo prezzo, offre la pistola a calore per saldature reflow (per staccare e saldare circuiti stampanti, chip, componenti con multi saldature ecc….)  e il circuito per l’aspirazione dei fumi. Saldatore e pistola hanno due regolaz. indipendenti per la temperatura. La loro longevità è sicuramente superiore agli altri modelli, perciò sono indicati per un utilizzo professionale.  La 992 è forse quasi troppo per un liutaio, ma offre sicuramente un’ ottima robustezza, con sempre le stesse caratteristiche della 968.

     

     

     

     

     

    Come stagno  utilizzerei sempre un filo senza piombo, dato che respirarlo non fa bene. Questo stagno è un pò più difficile da sciogliere con stazioni a basso wattaggio (quelle già spiegate come “base”). Non c’è bisogno di risparmiare su questo articolo, un rotolo può anche durare 20 anni, a seconda del vostro utilizzo. Dunque prendete questo nell’annuncio o simile, che è buono e senza piombo.

     

    Se volete eseguire più facilmente una saldatura, potete utilizzare la pasta saldante, che nel caso il vostro saldatore sia di basso wattaggio, darà sicuramente una mano a sciogliere lo stagno più duro.

     

     

    Polish per chitarra e altri strumenti

    Polish Gibson
    Polish Gibson

    La scelta del polish con cui pulire lo strumento è solitamente un pò casuale, è difficile valutare un prodotto dall’etichetta, va provato… Nella mia esperienza un pò ne ho provati, qualcuno buono e qualcun altro no. Distinguiamo polish per verniciature di strumenti elettrici da quelli che invece sono dei prodotti nutrienti per legno vivo non verniciato, perchè su questo spesso si fa un pò di confusione.

    Il pratico e vendutissimo lemon oil della Dunlop è forse stato un pò mitizzato. Non è un prodotto con cui si può fare tutto, ma può solo detergere lo sporco della tastiera verniciata o non di uno strumento elettrico / folk e riempirne i pori con i propri olii chiari. Lo consiglio su tastiere di acero o chiare, perchè ho visto sporcarsi di pallini bianchi i pori di legno scuro trattati con esso.

     

     

     

    Non è da utilizzare su body con finiture sintetiche come nitro o poliuretano. Si trova anche nella versione con il doppo prodotto, a base cerosa di Carnauba, da dare a finitura dopo aver pulito con il primo prodotto.


    Alternativo al Dunlop c’è il D’addario Lemon oil , che costa di solito qualcosa di meno è ha praticamente le stesse caratteristiche.

     

     

     

     

     


    Un vero e proprio Polish è il Gibson pump polish, il migliore di tutti. Io lo utilizzo per pulire tastiere e per lucidare body e togliere graffi leggeri sulla vernice, pulire e lucidare vernici naturali nei strumenti ad arco o nelle chitarre classiche. E’ talmente delicato nei suoi eccipienti che non lascerà mai traccia neanche su vernici nitro o naturali. Infatti si può usare anche su strumenti ad arco. Il lemon oil è un pò più aggressivo, se non rimosso da una vernice, potrebbe causare delle macchiette. Su Amazon si trova una versione un pò costosa, noi lo abbiamo nella nostra liuteria a un buon prezzo. E’ compreso il panno in microfibra.

     


    Per dare colore e protezione alle tastiere è sempre meglio un olio colorato a base di lino, più nutriente di un lemon oil. Questi che elenco sono prodotti che però non detergono, perciò la tastiera va pulita prima con lemon oil o con degli idrocarburi leggeri. Il costo è molto ridotto e la durata del prodotto è praticamente infinita per un privato. Consiglio la colorazione media.

     

    Si può utilizzare anche ravvivare la tastiera in ebano o palissandro di uno strumento ad arco o di una chitarra classica (violino, viola, contrabbasso, violoncello), come effetto collaterale vi macchierà le mani per 1 settimana). Utilizzare uno scottex per darlo su legno, poi gettarlo nella spazzatura bagnandolo prima con acqua.

    In tutti i casi, non lasciare mai gocce di prodotto sullo strumento, asciugare e stendere sempre con un panno in microfibra.

     

    polish per violino
    polish dato su violino a tampone

    Per tutti i cultori della conservazione dello strumento, invito a leggere questi Blog dedicati:

    Suonare il violino o il violoncello

    Primi passi dopo aver comprato lo strumento ad arco

    << Oggi abbiamo un violoncello da studio e voglio farvi vedere quali sono le risposte alle domande più frequenti di un allievo, o di chi per lui (genitori), si interessa a uno strumento ad arco. Praticamente quello che mi viene chiesto solitamente è “Ma quali sono le prime cose che devo fare al mio strumento?” perché inizialmente lo si compra da studio, sarà quindi di una certa fascia di costruzione, economica, che avrà un controllo di qualità altrettanto economico. Di conseguenza ha bisogno di alcuni interventi di setup di manutenzione relativamente semplici, anche abbastanza economici. La prima domanda è sicuramente “Ma come fanno a suonare il violino o il violoncello?” Non è una domanda superficiale, le corde con un archetto non impeciato non suonano perché effettivamente l’archetto scorre sulla corda e non la sfrega cioè, diciamo ci scivola sopra . Quindi il primo passo è di prendere la colofonia dalla custodia, intaccarla leggermente e sfregarci sopra il crine. Tendere l’archetto senza esagerare, la bacchetta non deve essere né troppo dritta né troppo poco, a questo punto cominciare a sfregare . Ovviamente ci vuole qualche minuto, per i più inesperti anche qualche buon minuto! Bisogna fare un movimento veloce perché il calore la stende più velocemente. A seguire ci sarà una parte 2 in cui spiego quali sono le parti dello strumento che dovremmo portare sotto manutenzione la prima volta che compriamo un violoncello o un violino >>

    Per impeciare l’archetto non usate le colofonie nei set da studio che comprate, è meglio utilizzare una pece migliore. Il costo è irrisorio, rispetto al tempo che la potrete utilizzare. Un pacchetto di pece può durare a uno studente fino a due anni. Consigliamo le seguenti (colofonia Corelli Bernardel e Royal Oak) , le potete trovare anche nei negozi fisici più specializzati.

     

     

    Consigliamo già in altri articoli quali sono secondo noi gli strumenti più giusti da comprare ad inizio studio. Ovviamente si può anche pensare al noleggio di uno strumento migliore.

    Guida all’acquisto di un violino da studio

    Guida all’acquisto o noleggio di un violoncello da studio base o semiprofessionale.

     

     

    Liuteria CNC o lavorato a mano?


    La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale

    Argomento molto discusso, spesso in maniera troppo animata e senza i giusti approfondimenti. Come si può immaginare il mondo dell’artigianato non è più lo stesso di 50 anni fa, non è più nemmeno quello di 10 anni fa, perchè la tecnologia è continuamente in evoluzione. Basti pensare a tastiere “plekkate” , lavorazione controllo numerico, pantografi manuali, verniciature ad olio ad essicazione UV su staffe girevoli, lavorazione laser per incisione, ecc… Questi sono solo alcuni esempi, ma il cambiamento nei metodi di lavoro è notevole e riguarda sia il mondo classico che il mondo elettrico. Ho sempre guardato molto affascinato l’Universo della Liuteria, a cui appartengono il mondo degli strumenti ad arco a pizzico e il mondo della liuteria elettrica; vasto argomento da approfondire dal punto di vista della tecnologia del legno, dell’elettronica e della chimica. Sicuramente troppo da affrontare in maniera totalmente empirica, lo studio è sempre stato necessario, oggi più che mai. La tecnologia ha in qualche modo ampliato questo universo, avendo reso certe operazioni più veloci e a volte anche più precise. Infatti non sempre è praticabile la lavorazione “pura” a mano.

    La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale. La soggettività del liutaio è fondamentale, essendo dotata di senso artistico oltre che di intelligenza. Perciò chi pensa di dover scegliere tra liuteria CNC o liuteria a mano, in base a termini di principio, sbaglia semplificando il discorso. Si tratta di metodologie di lavoro diverse, che non pregiudicano il talento artistico o intellettuale dell’artigiano.

    Maestro Federico Cesarini
    Liuteria cnc su violoncello da studio
    Lavorazione cnc su violoncello da studio

    Si pensi a confrontare la lavorazione a controllo numerico sui tre assi x-y-z (o anche 4, con l’asse rotante) di un “bravo liutaio” italiano con quella moderna a 5-6 assi di un centro di lavoro orientale. Il confronto è molto interessante. Partiamo dal bravo liutaio, che per prima cosa disegnerà il progetto dello strumento musicale nei minimi dettagli. C’è chi si limita a eseguire solo i perimetri e gli scassi, chi realizza anche incisioni, chi pensa alla costruzione di ogni singola parte (nel caso di strumenti elettrici battipenna, cover, ponte, ecc…). Il liutaio seguirà la fresatura del legno durante tutti i suoi passaggi, perchè conosce benissimo l’importanza del pezzo che sta lavorando e non vuole che la macchina sbagli o che il progetto prenda pieghe non previste. Perchè putroppo, al di là della precisione del mezzo cnc, l’errore è in realtà molto facile in sede di progettazione, con conseguente rischio che si possano rovinare legni pregiati o frese di alto valore. In molti casi le fresature non daranno un prodotto finito, ma un qualcosa di ancora grezzo a cui il liutaio darà la forma finale. Da questo si capisce quindi che il gusto dell’artista non verrà completamente omesso nelle operazioni, ma verrà solamente velocizzato. Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

    Manico lavorato a mano
    Manico lavorato a mano

    Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

    Liuteria cnc, Paris eye su cordiera ebano
    Paris eye su cordiera ebano

    Si potrebbero fare dei discorsi etici a riguardo dell’utilizzo di una controllo numerico in un laboratorio artigiano elettrico, ma sarebbero fuori luogo per varie ragioni. Velocizzare la lavorazione, perchè di questo si parla, con un pantografo manuale o con cnc, pone le stesse problematiche. Sempre si lavora il legno con un sistema elettro-meccanico “a copia”, per fare prima. Approfondiamo questo confronto, rimanendo nella liuteria elettrica. Chi lavora con cnc ha nell’ordine: progettazione su computer (2d e 3d), fresatura su macchina tramite codice realizzato su computer. Chi lavora su pantografo manuale avrà lo stesso percorso, solo più lungo: progettazione su computer del disegno, preparazione della dima realizzata in base a disegno, trasferimento della dima su un modello di legno dove il pantografo manuale potrà “sbattere” il cuscinetto della fresa al fine di riportare su manufatto il progetto. Altri metodi di lavorazione non li elenco (scalpello o utensili) perchè di fatto nessuno li utilizza nelle lavorazioni di scasso, bensì nella rifinitura.


    Parlando di liuteria classica, il manufatto completamente fatto a mano è più logico…

    … anche noi realizziamo i nostri strumenti ad arco professionali e chitarre classiche senza usare macchine controllate (eccetto sega a nastro, pialla e calibratrice). Questo sopratutto perchè si modificano i perimetri (dime), spessori e le misure per ogni strumento (anche in base al legno), di conseguenza la realizzazione di un progetto 3d ripetibile porrebbe molte limitazioni. Discorso differente si può fare per uno strumento da studio semi-professionale, che per essere acquistabile da una famiglia “normale” non può che essere realizzato più velocemente. Come ho già chiarito in altri blog, uno strumento fatto realmente a mano non può costare meno di certe cifre, a meno che non si parli di liuterie in start up o vere e proprie fregature. Per questo i professionali sono rivolti a professionisti, amatori, collezionisti.

    Lavorazione a raspa su manico
    Lavorazione a raspa su manico

    Realizzare strumenti ad un prezzo più accessibile, ma che mantengano una certa qualità, è il modo migliore per contrastare la vendita di strumenti dell’Est, che per quanto possano essere fatti bene, dovrebbero rimanere nella fascia entry-level, in virtù dei legni utilizzati (minori) e delle metodologie di lavoro più approssimative. Inoltre le lavorazioni a cnc permettono di poter creare parti plastiche, metalliche e lignee (ad esempio accessori per strumenti ad arco e per a. per strumenti elettrici) nella propria sede di lavoro, limitando quindi l’acquisto di semilavorati orientali.

    Vedo bene, di conseguenza, il nuovo approccio della liuteria cnc italiana, se si mantengono saldi i principi del lavoro di qualità. Vedendo intorno a questo tema molta confusione, mi chiedo se ci vorrebbe più trasparenza e onestà nella comunicazione, dato che è il cliente spesso a chiederla.

    Costruzione violino a mano
    Costruzione violino artigianale

    Storia di una permuta… perchè permutare (o cedere) è giusto nell’ottica di avere uno strumento in buona salute.

     Atelier & Custom Shop Cesarini propone il servizio di permuta, che è ormai divenuto la forma di commercio più usata, in quanto permette di spendere meno e di rivalorizzare un usato che altrimenti finirebbe per rovinarsi nel tempo. Inoltre il laboratorio acquista strumenti usati, rotti, antichi e vintage e scambia con i propri strumenti in vetrina.

    Violino 1/2, da cambiare con la prossima misura 3/4
    Violino 1/2, da cambiare con la prossima misura 3/4

     

    Parliamo di strumenti musicali, non arredamento, mobilio o altro tipo di beni di utilizzo quotidiano. Uno strumento ad arco, come un violoncello, una chitarra classica o un basso elettrico e tutti i loro simili, sono soggetti ad usura e ossidazione, nelle parti meccaniche e a “deperimento timbrico” tutti quelli che

    Contrabbasso, manico da restaurare
    Contrabbasso, manico da restaurare

    hanno una cassa acustica in legno. Putroppo umidità, secco, caldo, freddo nell’alternanza dei diversi climi stagionali (in questi anni ancora più forti sono le escursioni termiche), creano un habitat poco amichevole allo strumento chiuso in custodia, magari per anni, o deposto in soffita (peggio in garage).

    Archetti violino da restaurare
    Archetti violino da restaurare

    O magari lo credevamo più sicuro appeso al muro, ma poi sono passati come niente 5/10 anni e lo troviamo con le fasce distaccate dalla tavola armonica.

    Non per essere poco ottimisti, ma purtroppo queste cose si vedono accadere molto spesso. La reazione della nostra clientela, a danno avvenuto, è quella di dire (giustamente).

    <<Me lo può restaurare? Mi dà fastidio il fatto che sia rotto>> il mio consiglio seguente <<Certamente si può restaurare, ma le do un consiglio, se non lo utilizza proprio, lo faccia suonare!>>

    Si aprono due strade, o lo si restaura e si aspetta il prossimo crollo (che avverrà negli anni a venire anche se lo strumento viene restaurato bene) o lo si affida a qualcuno (vendendolo, regalandolo) che lo suoni e provveda alla sua manutenzione ordinaria.

    La differenza è proprio questa, la manutenzione ordinaria. Oltre a questa si aggiunge il fatto che lo si suona in maniera continua. Suonare uno strumento ad arco con cassa armonica in legno (violino, ecc…) lo rende meno soggetto ai problemi di deperimento. Il solo fatto di toglierlo una volta al giorno dalla sua custodia, che non va vista solo come una protezione, ma anche come un incameratore di umidità, rende lo strumento più sicuro. Inoltre la prevenzione è tutto, vedere per tempo una rottura permette di ripararla senza irradiare il danno.

    Il discorso si è fatto lungo, torniamo alla permuta. Perchè è giusto permutare? Perchè la vendita diretta è ormai diventata molto difficile, il giro di moneta non è più lo stesso di una volta. Quindi nel caso di strumenti da studio, come mezze misure (violini piccoli 1/2, 3/4, ecc…), o di strumenti di maggior pregio, può convenire permutare per cambiare il proprio strumento. Due privati, o un negozio con il proprio cliente, possono studiare un cambio tra due strumenti, che sia vantaggioso un pò ad entrambe le parti, comprendendo ovviamente che un usato di recente produzione non vale come lo si è pagato da nuovo, tutto un altro discorso per gli strumenti vintage ed antichi, che in certi casi si rivalutano.

    Federico Cesarini e una Vox d'epoca da sistemare
    Federico Cesarini e una Vox d’epoca da sistemare

     

    Differenze tra le colle usate in liuteria

    Il mondo della chimica ha rivoluzionato il concetto di adesivo e colla in tutti i mestieri, compreso il settore della liuteria. Fino ai primi del 900 è stata usata la colla animale di osso (forte) o di tessuti (debole), quindi la liuteria classica del 1600 ha potuto adottare solamente questo tipo di soluzione.

    La colla animale non ha proprietà eccellenti, trattandosi di una colla organica il suo utilizzo è da limitare ad alcuni lavori. In liuteria si consiglia di usare in certi tipi di restauri, specialmente nel momento in cui non si vogliano mischiare due composti diversi (una colla organica potrebbe non reagire bene con un’altra sintetica). E’ una colla reversibile, si pulisce con acqua e si scioglie con poco calore. Bisogna perciò stare molto attenti a strumenti incollati con questo tipo di colla, il calore estivo può fare staccare l’ aderenza. La colla animale di osso o tessuti in busta, preparata in casa, può ammuffire dopo 2 giorni, andrebbe tenuta in frigo, ma il suo forte odore non lo permette. Uno dei migliori prodotti in commercio, pronti all’uso e che non si rovina fuori dal frigo è la Titebond hide glue.

    Le colle che sono successive alla colla animale, sono le colle viniliche (polivinilacetato, Vinavil), colle gommose di scarso impiego nel nostro lavoro. Vengono usate soprattutto per incollare truciolari o piallacci.  Hanno una resistenza buona all’acqua e al calore, ma essendo gommose non sono facili da lavorare. Da non utilizzare in liuteria classica, mentre in quella elettrica possono trovare qualche applicazione. Se dovete farne un impiego diverso dalla liuteria compratetela, perchè è una colla che resiste bene all’umidità (da esterni).

    Le colle alifatiche (Titebond original e simili) sono la soluzione americana al problema. Risolvono le debolezze della colla animale, avendo una resistenza ed elasticità pari ad una vinilica, ma mantengono le caratteristiche di reversibilità. Si puliscono in acqua e si sciolgono (lentamente) con acqua e calore, ma un calore maggiore, che non troveremo facilmente in ambiente. Perciò si può stare tranquilli, senza però esagerare. Ricordo di aver usato alifatiche su ponti di chitarra, che si sono poi scollati per aver lasciato lo strumento in macchina al sole.

    La colla poliuretanica, è nella versione di Titebond (che conosco) una colla eccezionale, ma con utilizzi mirati e ponderati. Non si trova facilmente e dato che viene dall’America spesso si trova una colla già indurita e con scadenza molto ravvicinata. E’ una colla che gonfia e attacca su tutto quello che trova, aderendo a quasi tutti i tipi di materiali (non solo i porosi, tipo legno). Consiglio l’utilizzo in operazioni fatte in economia ed improbabili, ad esempio incollare una paletta spezzata in mille parti (di cui il 50% assenti) di uno strumento di poco valore. Gonfiandosi può riempire come uno stucco. Un buon alternativo alla Titebond è l’adesivo Fratelli Zucchini. Attenzione a chiudere bene il tappo!

    Consiglio di non esagerare nell’ordinare grandi quantità, le colle si seccano con il tempo, anche chiuse induriscono. Specialmente la poliuretanica.