Liuteria italiana

La liuteria italiana ha una tradizione lunga 4 secoli. Nel nostro secolo i liutai sono molto numerosi, di diversa nazionalità e di provenienza scolastica molto varia. Riportiamo una lista, che attinge da diverse fonti e dalle segnalazioni private, dei liutai professionisti ufficiali. Invitiamo i liutai non presenti in lista, di segnalarci la loro attività specificando gli estremi relativi. Saranno aggiunti per poter mantenere aggiornata questa pagina. Grazie

Aguzzi Dario
Airenti Antonino
Alberini Guido
Alberoni Alberto
Algieri Francesco
Amato Francesco
Amighetti Claudio
Amodeo Simone
Anedda Marc
Aquilino Luigi
Ardoli Massimo
Arezio Claudio
Asinari Sandro
Assandri Gianmaria
Attili Eriberto
Baratto Luca
Barbiero Walter
Bardella Elena
Bariselli Luigi
Barone Renato
Belli Corrado
Bellini Luca
Bergonzi Riccardo
Bernabeu Borja
Biasin Alberto
Bini Luciano
Bissolotti Francesco
Bissolotti Maurizio
Bissolotti Vincenzo
Blot Eric
Blot Mael
Bodini Stefania1973Italiascheda
Bonino Sergio17.01.1964Italiascheda
Borchardt Gaspar1961Italiascheda
Borchardt Sibylle Fehr1965Italiascheda
Bottelli Enrico Italiascheda
Bramante Emanuele Italiascheda
Brancato Paola Italiascheda
Brunelli Marco21.05.1972Italiascheda
Buccellè Michele23.07.1981Italiascheda
Buchinger Wolfgang Italiascheda
Bulfari Alceste1948Italiascheda
Cabassi Ivan
Cabrini Andrea
Caliendo Ciro
Campagnolo Luisa
Cargnelutti Marco
Carletti Gabriele
Carlson Bruce
Cassutti Alberto
Cavagnoli Roberto
Cavalieri Corrado
Ceci Arturo
Ceci Ornella
Cesarini Federico
Chiesa Carlo Italia
Ciaccio Daniele
Ciaccio Daniele
Ciciliati Alessandro
Ciciliati Roberto
Civa Manuele
Collini Roberto
Commenduli Alessandro
Conia Stefano
Conia Stefano
Copertini Amati Fiorenzo
Corrochano Alvaro
Cortesi Giancarlo
Cossu Francesco
Costardi Bruno
Croce Gloria
Cubanzi Vladimiro
D’Oriano Vittorio
Dacquati Riccarda
Dalla Costa Fabio
Dalla Quercia Francesco
De Pasquale Silverio
Del Gratta Roberto
Delfanti Roberto
Delfi Merlo
Delisle Yves
Demartis Davide
Devenneaux Philippe
Di Biagio Raffaello
Di Labio Ezio
Di Leonardo Augusta
Di Matteo Alessandro
Di Pietrantonio
Dobner Michele
Dodel Hildegard
Eggimann Michel
Eickmeyer Frank
Esposti Piergiuseppe
Fantin Domenico
Farias Pablo
Farina Giampiero
Fasser Filippo
Ferrari Luigi Italia
Ferrari Michele
Ferrazzi Cristiano
Ferron Valerio
Fiora Federico
Fiorentini Danilo
Fischetti Cosim
Formaggia Nicolò
Formaggia Vittorio
Francioli Emanuele
Franzil Pipul Mario
Frasca Spada Giulio
Fratelli Sirleto
Friedmann Bénédicte
Frignani Lorenzo
Fukuyama Kaory
Fulcini Bruno
Gaiano Romano
Galetti Filippo
Galetti Filippo
Galgani Fabio
Gallo Luca Maria
Gamba Luigi
Gambarin Alessandro
Garnier Barthélemy
Gasser Robert
Gastaldi Marco Maria
Giordano Alberto
Giordano Elisabetta
Giovannitti Edoardo
Giraud Franco
Gironi Stefano
Gistri Sergio
Gorr Eduard Angel
Gozzo Giancarlo
Grasso Pietro
Graziani Dino
Gregorat Sergio
Grisales Giorgio
Grisales Jorge Orozco
Guaraldi Riccardo
Gugole Giuseppe
Guicciardi Giancarlo
Guicciardi Raffaella
Heyligers Mathijs Adriaan
Honoré Loeiz
Hornung Pascal Francois
Horvat Martin
Hungerford Lyn
Ignesti Mauro
Improta Luciano
Inguaggiato Mirco
Innocenti Stefano
Ishii Takashi
Ito Lazzari Migiwa
Iuliano Ivo
Ius Martino1974
Ive Marcello
Jost Marianne
Kikuta Hiroshi
Kim Min Sung
Lanaro Roberto
Lanaro Umberto
Lassarat Ludovic
Lazzara Jamie Marie
Lazzari Dante Fulvio
Lazzari Fabrizio
Lazzari Nicola
Lazzaro Giovanni Luca
Lebet Claude
Lee Seung Jin
Leonidas Rafaelian
Levaggi Silvio
Lima Fernando Salvatore
Liuteria Scarampella
Losi Gilberto
Lowenberger Federico
Lunati Mauro
Magrini Cesare
Mangiacasale Salvatore
Marchi Lorenzo
Marchini Rodolfo
Mari Federico
Mariotto Guido
Martino Roldo
Matsushita Toshiyuki
Mayer Winfred
Mayer Winfred
Mazza Evelyn
Mazzolari Mina
Mazzotti Matteo
Mecatti Michele
Medaglia Enrico
Menta Alessandro
Menta Annamaria
Merlini Giuliano
Merlo Delfi
Milani Alessandro
Miller Eddy
Minnozzi Marco
Modica Giuseppa
Montagne Bruno
Montanari Pio
Montanucci Valentina
Montenegro Gianluca
Morassi Gio Batta
Morassi Giovanni
Morassi Simeone
Moredon Igor
Moroder Igor
Muzio Roberto
Nakamura Katzumitzu
Napoleone Giorgio
Natali Gabriele
Negri Gabriele
Negroni Davide
Negroni Massimo
Neumann Bernard
Nicotra Fabio
Nolli Marco
Norcia Gianni
Nupieri Giuseppe
Occhipinti Dario
Orfei Aaron Lorenzo
Orippi Patrizio
Orsini Gianni
Osaki Kanna
Osio Marco
Ottaviani Luigi
Pala Pietro
Palagi Ferdinando
Pampalone Alessio
Pasquetto Luca
Passiatore Ester
Pedota Alessandra
Pedrini Marco
Perego Flavio
Piacentini Fabio
Piasentini Francesco
Piazzi Cecilia
Pica Giuseppe
Piccinotti Barbara
Pignataro Francesco
Pignotti Emidio
Piloni Francesco
Pio Stefano
Pistoni Primo
Poli Gianluca
Portanti Fabrizio
Possenti Gabriele
Prilipco Valerio
Primavera Alfredo
Primavera Andrea
Primon Luca
Pucino Gaetano
Puerari Matteo
Quagliano Giuseppe Lorenzo
Quercetani Desiderio
Radonich Aleksandra
Ragazzi Fabrizio
Ragghianti Fabio
Rampini Claudio
Rapisarda di M. Grasso & C
Raponi Amenio
Regazzi Roberto
Rhee Pietro
Ribes Sebastian
Ricca Claudio
Ricciardi Erika
Riva Matti
Roberto Carlos
Rosenblum Yael
Ruggiero Luca
Russ Edgar
Rusticoni Sylvain
Sacra Arte Liutara di Greganti Carlo Mario
Salvadori Luca
Sanfilippo Ignazio
Sardone Pasquale
Sartori Edo
Sbernini Luca
Scalfi Daniele Alessandro
Scaramelli Sergio
Scartabelli Mauro
Schimpf Michael
Schudtz Andrea
Scianamé Debora
Scipioni Cristiano
Scolari Daniele
Scolari Giorgio
Scrollavezza Elisa
Scrollavezza Renato
Seaux Patrick
Segala Dario
Segamiglia Giustino
Semiani Massimo
Serrano Diego Alberto
Serreri Giovanni Carlo
Severgnini Elio
Severino Sabrina
Simeoni Franco
Soldi Sandro
Somenzi Davide
Sonzogni Umberto
Sora Davide
Sorgentone Paolo
Spadoni Adriano
Sperzaga Angelo
Stanzani Giancarlo
Stefanini Bruno
Stelzer Gianmaria
Streicher Isabella
Suzuki Tetsu
Sverdlik Boris
Tadioli Maurizio
Takahashi Akira
Takahashi Shuichi
Takashi Ishii
Tarantino Francesco
Tartari Anna
Ternovec Marco
Tomassone Sergio
Tonarelli Daniele
Tosello Benito
Tossani Alessandro
Toto Francesco
Trabucchi Stefano
Tribotti Gianni
Triffaux Pierre
Trimboli Pietro
Trotta Guido
Turchi Onorio
Uchiyama Masayuki
Urso Alessandro
Vaccari Alberto
Vaia Ernesto Italiascheda
Valentinetti Salvatore
Varazzani Andrea
Vecchio Paola Maria
Vella Maurizio
Vettori Carlo
Vettori Dario
Vettori Lapo
Vettori Paolo
Vettori Sofia
Vigato Laura
Villa Marcello
Villa Vittorio
Virgoletti Arturo
Volta Fabio
Voltini Alessandro
Yachi Yoko
Zambelli Wanna
Zanetti Gianluca
Zangirolami Luciano
Zanrè Andrea
Zubenko Michele
Zurlini Nicola

Suonare il violino o il violoncello

Primi passi dopo aver comprato lo strumento ad arco

<< Oggi abbiamo un violoncello da studio e voglio farvi vedere quali sono le risposte alle domande più frequenti di un allievo, o di chi per lui (genitori), si interessa a uno strumento ad arco. Praticamente quello che mi viene chiesto solitamente è “Ma quali sono le prime cose che devo fare al mio strumento?” perché inizialmente lo si compra da studio, sarà quindi di una certa fascia di costruzione, economica, che avrà un controllo di qualità altrettanto economico. Di conseguenza ha bisogno di alcuni interventi di setup di manutenzione relativamente semplici, anche abbastanza economici. La prima domanda è sicuramente “Ma come fanno a suonare il violino o il violoncello?” Non è una domanda superficiale, le corde con un archetto non impeciato non suonano perché effettivamente l’archetto scorre sulla corda e non la sfrega cioè, diciamo ci scivola sopra . Quindi il primo passo è di prendere la colofonia dalla custodia, intaccarla leggermente e sfregarci sopra il crine. Tendere l’archetto senza esagerare, la bacchetta non deve essere né troppo dritta né troppo poco, a questo punto cominciare a sfregare . Ovviamente ci vuole qualche minuto, per i più inesperti anche qualche buon minuto! Bisogna fare un movimento veloce perché il calore la stende più velocemente. A seguire ci sarà una parte 2 in cui spiego quali sono le parti dello strumento che dovremmo portare sotto manutenzione la prima volta che compriamo un violoncello o un violino >>

Per impeciare l’archetto non usate le colofonie nei set da studio che comprate, è meglio utilizzare una pece migliore. Il costo è irrisorio, rispetto al tempo che la potrete utilizzare. Un pacchetto di pece può durare a uno studente fino a due anni. Consigliamo le seguenti (colofonia Corelli Bernardel e Royal Oak) , le potete trovare anche nei negozi fisici più specializzati.

Drigo dei Negrita alla Liuteria Cesarini

Documento in questo blog un’altro bel restauro, di quelli lunghi e impegnativi. La commissione è da parte di Drigo, che ringrazio per aver riposto fiducia nei miei servizi.

Drigo dei Negrita
la consegna

Da liutaio costruttore, ritengo che il restauro sia la forma più alta di liuteria. Ridare vita ad uno strumento inutilizzabile è a dir poco avvincente.

Drigo mi ha portato questa 12 corde “Stanzani e Tomassone“, databile anni 60/70. Lo strumento fa parte delle “Stantom Guitars“, strumenti creati dal 1960 al 1982 da Giancarlo Stanzani e Sergio Tomassone. Il valore è alto, data la limitata tiratura (pezzi unici).

Stanzani e Tomassone chitarra
Stanzani e Tomassone etichetta

Questa che ho alle mani non ha il truss rod. Questo tipo di caratteristica si può contestualizzare in un periodo storico in cui si sperimentava parecchio, a volte sbagliando.

Il manico si presenta tenace, ma non abbastanza per contrastare le 12 corde, in questi 45/50 anni si è ovviamente imbarcata in avanti. Lo strumento, come anche Drigo mi ha subito fatto notare, è insuonabile. Action conseguentemente alta, tra l’altro pickup ed elettronica non sembrano funzionare.

Come in ogni restauro, va studiata una strategia. Basterebbe cambiare l’originale design per perderne il valore, quindi l’unica via è scollare tutto, facendo molta attenzione a non rovinare nulla.

Come si può vedere in queste foto, lo strumento è stato preservato in ogni suo aspetto. Il truss rod aggiunto non è altro che un upgrade necessario del manico, dato che le corde lo porterebbero inevitabilmente in avanti. A livello di suono o di estetica la variazione è nulla. I legni, gli intarsi in plastica e i filetti tartarugati non hanno avuto modifiche di spessore.

Arriviamo alla parte elettronica, il pickup humbucker si presenta con le bobine interrotte (probabile ossidazione) e l’output non funziona. In questo pickup il ripristino dell’originalità è possibile, trovando l’impedenza corretta da ricreare misurando il calibro del filo presente. Si tratta di plain enamel da 0.64mm.

Alla fine di tutte le operazioni lo strumento è regolato con 0.10 D’Addario, con action più che ottima e con capotasto di osso nuovo. Il pickup suona molto bene, la posizione rispetto alle corde è giusta per avere un timbro con buon bilanciamento di armoniche. Anche Drigo dei Negrita, al ritiro dello strumento, dimostra di essere contento.

Periodo di offerta su strumenti musicali, Offerta Vivaldi

Questa è la pagina dove vengono riportati i periodi di attivazione dell’Offerta Vivaldi. Al momento il periodo di offerta sui nostri strumenti musicali è previsto tra il 1/10/2019 e il 12/10/2019. Le richieste di preventivo o di acquisto saldate nel periodo potranno godere di forti sconti, spiegati in questa pagina. ULTIMO AGGIORNAMENTO (20/02/2019)

Liuteria CNC o lavorato a mano?


La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale

Argomento molto discusso, spesso in maniera troppo animata e senza i giusti approfondimenti. Come si può immaginare il mondo dell’artigianato non è più lo stesso di 50 anni fa, non è più nemmeno quello di 10 anni fa, perchè la tecnologia è continuamente in evoluzione. Basti pensare a tastiere “plekkate” , lavorazione controllo numerico, pantografi manuali, verniciature ad olio ad essicazione UV su staffe girevoli, lavorazione laser per incisione, ecc… Questi sono solo alcuni esempi, ma il cambiamento nei metodi di lavoro è notevole e riguarda sia il mondo classico che il mondo elettrico. Ho sempre guardato molto affascinato l’Universo della Liuteria, a cui appartengono il mondo degli strumenti ad arco a pizzico e il mondo della liuteria elettrica; vasto argomento da approfondire dal punto di vista della tecnologia del legno, dell’elettronica e della chimica. Sicuramente troppo da affrontare in maniera totalmente empirica, lo studio è sempre stato necessario, oggi più che mai. La tecnologia ha in qualche modo ampliato questo universo, avendo reso certe operazioni più veloci e a volte anche più precise. Infatti non sempre è praticabile la lavorazione “pura” a mano.

La tecnologia è un’ estensione del braccio e del cervello, ma se questi due peccano di intelligenza non si potrà avere certamente un buon prodotto finale. La soggettività del liutaio è fondamentale, essendo dotata di senso artistico oltre che di intelligenza. Perciò chi pensa di dover scegliere tra liuteria CNC o liuteria a mano, in base a termini di principio, sbaglia semplificando il discorso. Si tratta di metodologie di lavoro diverse, che non pregiudicano il talento artistico o intellettuale dell’artigiano.

Maestro Federico Cesarini
Liuteria cnc su violoncello da studio
Lavorazione cnc su violoncello da studio

Si pensi a confrontare la lavorazione a controllo numerico sui tre assi x-y-z (o anche 4, con l’asse rotante) di un “bravo liutaio” italiano con quella moderna a 5-6 assi di un centro di lavoro orientale. Il confronto è molto interessante. Partiamo dal bravo liutaio, che per prima cosa disegnerà il progetto dello strumento musicale nei minimi dettagli. C’è chi si limita a eseguire solo i perimetri e gli scassi, chi realizza anche incisioni, chi pensa alla costruzione di ogni singola parte (nel caso di strumenti elettrici battipenna, cover, ponte, ecc…). Il liutaio seguirà la fresatura del legno durante tutti i suoi passaggi, perchè conosce benissimo l’importanza del pezzo che sta lavorando e non vuole che la macchina sbagli o che il progetto prenda pieghe non previste. Perchè putroppo, al di là della precisione del mezzo cnc, l’errore è in realtà molto facile in sede di progettazione, con conseguente rischio che si possano rovinare legni pregiati o frese di alto valore. In molti casi le fresature non daranno un prodotto finito, ma un qualcosa di ancora grezzo a cui il liutaio darà la forma finale. Da questo si capisce quindi che il gusto dell’artista non verrà completamente omesso nelle operazioni, ma verrà solamente velocizzato. Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

Manico lavorato a mano
Manico lavorato a mano

Per quanto mi riguarda ad esempio non concludo mai a macchina lo smusso di un body, la “C” di un manico o la bombatura / scasso di un violoncello da studio, perchè preferisco fare un lavoro più preciso e peculiare. Specialmente negli strumenti ad arco da studio (Cesarini Pro Studio) preferisco fare solamente i perimetri delle tavole, i fori delle “ff”, lo scasso del filetto e una leggera sgrossatura della bombatura superiore. Tutte le operazioni che desiderano controllo della lavorazione frequente o estro artistico, non dovrebbero essere svolte a cnc. Nel secondo caso, ovvero in un centro di lavoro industriale, il discorso è molto diverso. Il pezzo viene traslato secondo più assi da un braccio meccanico (5-6 assi) o lavorato secondo 4 assi, di cui uno girevole (quindi un tornio cnc). Si capisce che il pezzo verrà scolpito in tutte le sue parti, anche un riccio di un violino non sarà un problema da lavorare. Le operazioni successive saranno di levigatura del pezzo (fatta a mano da un operatore) e verniciatura (ad immersione o a spruzzo controllato sempre elettronicamente). Quindi il manufatto è completamente prodotto a macchina e ripetuto sempre uguale (anche negli errori).

Liuteria cnc, Paris eye su cordiera ebano
Paris eye su cordiera ebano

Si potrebbero fare dei discorsi etici a riguardo dell’utilizzo di una controllo numerico in un laboratorio artigiano elettrico, ma sarebbero fuori luogo per varie ragioni. Velocizzare la lavorazione, perchè di questo si parla, con un pantografo manuale o con cnc, pone le stesse problematiche. Sempre si lavora il legno con un sistema elettro-meccanico “a copia”, per fare prima. Approfondiamo questo confronto, rimanendo nella liuteria elettrica. Chi lavora con cnc ha nell’ordine: progettazione su computer (2d e 3d), fresatura su macchina tramite codice realizzato su computer. Chi lavora su pantografo manuale avrà lo stesso percorso, solo più lungo: progettazione su computer del disegno, preparazione della dima realizzata in base a disegno, trasferimento della dima su un modello di legno dove il pantografo manuale potrà “sbattere” il cuscinetto della fresa al fine di riportare su manufatto il progetto. Altri metodi di lavorazione non li elenco (scalpello o utensili) perchè di fatto nessuno li utilizza nelle lavorazioni di scasso, bensì nella rifinitura.


Parlando di liuteria classica, il manufatto completamente fatto a mano è più logico…

… anche noi realizziamo i nostri strumenti ad arco professionali e chitarre classiche senza usare macchine controllate (eccetto sega a nastro, pialla e calibratrice). Questo sopratutto perchè si modificano i perimetri (dime), spessori e le misure per ogni strumento (anche in base al legno), di conseguenza la realizzazione di un progetto 3d ripetibile porrebbe molte limitazioni. Discorso differente si può fare per uno strumento da studio semi-professionale, che per essere acquistabile da una famiglia “normale” non può che essere realizzato più velocemente. Come ho già chiarito in altri blog, uno strumento fatto realmente a mano non può costare meno di certe cifre, a meno che non si parli di liuterie in start up o vere e proprie fregature. Per questo i professionali sono rivolti a professionisti, amatori, collezionisti.

Lavorazione a raspa su manico
Lavorazione a raspa su manico

Realizzare strumenti ad un prezzo più accessibile, ma che mantengano una certa qualità, è il modo migliore per contrastare la vendita di strumenti dell’Est, che per quanto possano essere fatti bene, dovrebbero rimanere nella fascia entry-level, in virtù dei legni utilizzati (minori) e delle metodologie di lavoro più approssimative. Inoltre le lavorazioni a cnc permettono di poter creare parti plastiche, metalliche e lignee (ad esempio accessori per strumenti ad arco e per a. per strumenti elettrici) nella propria sede di lavoro, limitando quindi l’acquisto di semilavorati orientali.

Vedo bene, di conseguenza, il nuovo approccio della liuteria cnc italiana, se si mantengono saldi i principi del lavoro di qualità. Vedendo intorno a questo tema molta confusione, mi chiedo se ci vorrebbe più trasparenza e onestà nella comunicazione, dato che è il cliente spesso a chiederla.

Costruzione violino a mano
Costruzione violino artigianale

Cesarini Jam Session 4.2, Valter Vincenti trio (chitarra Cesarini)

Valter Vincenti, chitarra Cesarini C-MOP con pickup C-Big Beat
Lusi basso Cesarini C-Precision mod.2 con pickup C-Close Strings (mod. flat poles)
Special Guest: Saverio Federici, batteria

Jamming on “La notte del Guerre” (brano di Valter Vincenti)

Cesarini Jam Session 4.2

CesariniJamSession è una produzione LiuteriaCesarini.

Gli strumenti e i pickup in gioco

C-Big Beat
C-Big Beat, Cesarini pickups
chitarra Cesarini Vintage Series
C-MOP, chitarra Cesarini Vintage Series

Pickup Big Beat

La ricerca del suono “semplice”, ma che abbia una certa proiezione in frequenza, non è mai stata scontata. I C-Big Beat strizzano l’occhio ai Gibson ’59, ma ne stravolgono l’essenza e il design. Un suono diretto molto efficace nei crunch, nelle ghost note, ma anche nei clean pop. Perfino nel jazz molti li hanno trovati degli ottimi compagni di viaggio (e di registrazione). Già stati montati nelle chitarre di Valter (nella Eko Aqua, come ricordiamo nel blog Valter Vincenti endorser).

Chitarra Cesarini C-MOP

Big Beat montati sulla chitarra Cesarini C-MOP,  che esprime alla perfezione il loro timbro. Les Paul tipo Gibson, chitarra Cesarini della Vintage Series , dalle caratteristiche molto interessanti. Ha camere tonali al di sotto del top, che aumentano il sustain delle armoniche più alte in frequenza. Questo timbro è perfettamente captato dai pickup, che essendo nasali al punto giusto, non risultano troppo aspri o brillanti, ma aperti di suono e con proiezione notevole. Le ghost note non vanno perse, si sentono tutte. Anche il palm muting e tutte le tecniche relative a ritmi reggae, funky, rock risaltano con questo setup. Si presenta meglio alla pagina.

Basso Cesarini C-Precision m.2

verniciatura C-Precision m.2

Modifica del primo C-Precision (lo usò Giacomo Rossetti nella tournè Negrita 2015). Basso elettrico dalle forme tipiche Fender, con manico dal capotasto stretto e manico bombato a forma di C. La particolarità è nel taglio di frequenza del body in frassino, che sembra ricordare un Music Man. Il frassino risuona ad armoniche con frequenze medio-alte che vengono gestite dallo split coil Close Strings (a poli piatti) di nostra creazione, con molta definizione. Il suono generato è molto diverso da un Precision Fender, meno “grosso” e più sottile, utilissimo in musica rock, rock/punk, fusion e per tutti quelli che cercano un suono di basso Precision tagliente. Unico controllo di volume, come un giorno mi consigliò di fare un bassista

Violino da restaurare, a “cuore” aperto

Paragonare l’apertura di un violino da restaurare ad una complessa operazione chirurgica, quale è l’apertura del torace umano, è giusto? Direi di no, ma si possono trovare molte similitudini.

Violino restauro

L’apertura di uno strumento è sempre possibile, talvolta sconsigliata perchè invasiva, ma che invece reputo spesso indispensabile e soprattutto, nel caso in cui ovviamente si lavori con cognizione di causa, migliorativa.

Come un’ operazione chirurgica, che vuole ripristinare le funzioni del cuore, allo stesso modo nel violino da restaurare si vuole ripristinare la sua “voce”

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Liuteria Cesarini Expo – Pioracoustic 2017

Expo di Liuteria Cesarini – Pioracoustic 2017 (Centro degli studi Biblici – Montefano). Ringraziamo Danilo Vecchi e il Centro Degli Studi per l’organizzazione.Esposizione di liuteria in tre giorni a “Pioracoustic 2017” (earthquake edition), presso il Centro degli Studi Biblici.

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Jam Session – Alfredo Golino e Antonio Lusi

Una Jam Session da guardare senza riprendere fiato.

One More Dub, studio di registrazione a Orvieto ed etichetta discografica, organizza questo “scontro” musicale tra i due musicisti, Alfredo Golino e Lusi.

Lusi suona con C-Gold Bronze, Cesarini Vintage Series ’70.

Lusi - Bassista
Lusi

Ricordiamo alcune prestigiose collaborazioni di Alfredo Golino. “Mina, Laura Pausini, Gianni Morandi, Vasco Rossi, Raf, Pino Daniele, Renato Zero, Eros Ramazzotti, RAF, Battiato, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Anna Oxa, Ornella Vanoni, Marco Masini, Michele Zarrillo, Alice, Anna Oxa, Zuccero Fornaciari, Bocelli, Joe Coker, Tina Turner, Enrico Ruggeri, Platters, Enrico Rava e molti altri”

Ringraziamo Alfredo Golino e Lusi che ci regalano circa 10 minuti di jam session lineare, i due musicisti si sono praticamente conosciuti suonando e questo è notevole ai nostri occhi. SNAP Production ha pensato alle riprese dell’evento.

Legno per liuteria, quale stagionatura e come lo cerchiamo

La ricerca del legno, per la realizzazione di strumenti musicali, è una disciplina molto importante per il liutaio, richiede il suo massimo sforzo nella ricerca online e fisica del materiale.

Se ormai si può dire, per la maggior parte delle cose, che il mercato online è più vasto e ricco di molti altri, stessa corsa non si può affermare per il mercato del legno. Questo a volte lo si trova nelle maniere più inaspettate, …

Legno per liuteria
Legno per liuteria

… da un anziano liutaio che chiude, da un falegname che ne ha comprato troppo per se, da un contadino che taglia la propria pianta sotto casa. Ovviamente la stagionatura del legno deve essere fatta, soprattutto nel caso in cui la pianta sia stata recentemente abbattuta. Discorso diverso si fa per il legno preso da un liutaio, che spesso ha comprato il legno già stagionato e agli inizi della sua attività.

Mastro Federico Cesarini, appuntamento Musica e Liuteria, con Federico Galieni. presso Orto medievale / botanico di perugia (s. pietro).

In Atelier Cesarini spesso selezioniamo legni stagionati almeno 10-20 anni, ma grazie alla disponibilità di vecchie liuterie che finiscono attività, possiamo avere legno stagionato fino a 40-50 anni. Questo prezioso materiale crea la differenza nella produzione. I legni migliori non vengono usati per la produzione di strumenti da studio, bensì per i soli strumenti professionali.