Saldatura a stagno in liuteria

Faccio una premessa importante, l’articolo è diretto a chi salda nel caso specifico della liuteria. In altri settori (elettronica) il discorso saldatura a stagno è molto più complesso e richiede altri macchinari.

Il liutaio ha effettivamente bisogno di poche e semplici cose. Se comprare in economia o no il necessario è scelta dell’utilizzatore che dovrebbe dipendere soprattutto dalla frequenza di lavoro e dalla qualità che si vuole avere. Infatti i modelli base dei saldatori, che presento quì e che ho avuto modo di provare, si rompono nel tempo. Le plastiche si scaldano e cominciano a dare problemi nel momento in cui l’utilizzo diventi professionale.

In liuteria si salda a stagno, con utilizzo o meno di pasta saldante e filo di stagno (senza piombo). Le saldature che si trovano sopra potenziometri o parti larghe sono spesso difficili da pulire e rimuovere dato il loro spessore, ma ci sono dei trucchetti per fare un lavoro pulito.

Prima di tutto scegliere il saldatore e il filo. Tra i modelli base di saldatore a stagno sicuramente i più economici sono questi in elenco. Amazon offre un ottimo prezzo, poi se non siete soddisfatti lo potete rimandare indietro.

Il primo annuncio è di un kit di saldatura, con tester e aspira stagno manuale.

Può essere utile ad un principiante che si affaccia per la prima volta alla saldatura, ed ha bisogno anche di un tester per verificare i circuiti degli strumenti o dei pickup.

Il secondo è ottimo per qualsiasi saldatura, anche le più impegnative.

Ha un wattaggio alto con resa immediata a max. 500°. Si aspetta poco per il suo riscaldamento, ma bisogna stare attenti a non esagerare con il calore, si potrebbero rovinare le parti soggette a saldatura (non lo userei sicuramente su un preamp. o su una scheda PCB). Bisogna fare delle piccole pause, sennò si può surriscaldare la pistola. Nella mia esperienza sono partito con questo e a volte tutt’ora lo utilizzo per fare velocemente, poi dato l’utilizzo sempre più professionale che ne facevo l’ho accoppiato ad un modello intermedio.

 

I modelli intermedi di saldatore a stagno possono eseguire un lavoro di qualità, ma hanno una durata limitata. Se si è degli utilizzatori non professionisti o comunque l’utilizzo non è proprio giornaliero, si può optare per questi due modelli seguenti. Io ho personalmente utilizzato la stazione saldante n. 937  (annuncio a destra). Questa è eccezionale, riscalda bene e la stazione ha una certa solidità). Putroppo dopo 2 anni l’ho dovuta cambiare, dato che certe parti in plastica si sono surriscaldate e rovinate.  Parliamo sempre di prodotti molto economici, è normale che siano poco durevoli.

Tra i modelli avanzati di saldatore a stagno troviamo dei prodotti che oltre a durare di più offrono anche qualche funzionalità in più.  Io ora utilizzo la 968 (link a estrema destra) che, oltre ad avere un ottimo prezzo, offre la pistola a calore per saldature reflow (per staccare e saldare circuiti stampanti, chip, componenti con multi saldature ecc….)  e il circuito per l’aspirazione dei fumi. Saldatore e pistola hanno due regolaz. indipendenti per la temperatura. La loro longevità è sicuramente superiore agli altri modelli, perciò sono indicati per un utilizzo professionale.  La 992 è forse quasi troppo per un liutaio, ma offre sicuramente un’ ottima robustezza, con sempre le stesse caratteristiche della 968.

 

 

 

 

 

Come stagno  utilizzerei sempre un filo senza piombo, dato che respirarlo non fa bene. Questo stagno è un pò più difficile da sciogliere con stazioni a basso wattaggio (quelle già spiegate come “base”). Non c’è bisogno di risparmiare su questo articolo, un rotolo può anche durare 20 anni, a seconda del vostro utilizzo. Dunque prendete questo nell’annuncio o simile, che è buono e senza piombo.

 

Se volete eseguire più facilmente una saldatura, potete utilizzare la pasta saldante, che nel caso il vostro saldatore sia di basso wattaggio, darà sicuramente una mano a sciogliere lo stagno più duro.

 

 

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