Differenze tra le colle usate in liuteria

Il mondo della chimica ha rivoluzionato il concetto di adesivo e colla in tutti i mestieri, compreso il settore della liuteria. Fino ai primi del 900 è stata usata la colla animale di osso (forte) o di tessuti (debole), quindi la liuteria classica del 1600 ha potuto adottare solamente questo tipo di soluzione.

La colla animale non ha proprietà eccellenti, trattandosi di una colla organica il suo utilizzo è da limitare ad alcuni lavori. In liuteria si consiglia di usare in certi tipi di restauri, specialmente nel momento in cui non si vogliano mischiare due composti diversi (una colla organica potrebbe non reagire bene con un’altra sintetica). E’ una colla reversibile, si pulisce con acqua e si scioglie con poco calore. Bisogna perciò stare molto attenti a strumenti incollati con questo tipo di colla, il calore estivo può fare staccare l’ aderenza. La colla animale di osso o tessuti in busta, preparata in casa, può ammuffire dopo 2 giorni, andrebbe tenuta in frigo, ma il suo forte odore non lo permette. Uno dei migliori prodotti in commercio, pronti all’uso e che non si rovina fuori dal frigo è la Titebond hide glue.

Le colle che sono successive alla colla animale, sono le colle viniliche (polivinilacetato, Vinavil), colle gommose di scarso impiego nel nostro lavoro. Vengono usate soprattutto per incollare truciolari o piallacci.  Hanno una resistenza buona all’acqua e al calore, ma essendo gommose non sono facili da lavorare. Da non utilizzare in liuteria classica, mentre in quella elettrica possono trovare qualche applicazione. Se dovete farne un impiego diverso dalla liuteria compratetela, perchè è una colla che resiste bene all’umidità (da esterni).

Le colle alifatiche (Titebond original e simili) sono la soluzione americana al problema. Risolvono le debolezze della colla animale, avendo una resistenza ed elasticità pari ad una vinilica, ma mantengono le caratteristiche di reversibilità. Si puliscono in acqua e si sciolgono (lentamente) con acqua e calore, ma un calore maggiore, che non troveremo facilmente in ambiente. Perciò si può stare tranquilli, senza però esagerare. Ricordo di aver usato alifatiche su ponti di chitarra, che si sono poi scollati per aver lasciato lo strumento in macchina al sole.

La colla poliuretanica, è nella versione di Titebond (che conosco) una colla eccezionale, ma con utilizzi mirati e ponderati. Non si trova facilmente e dato che viene dall’America spesso si trova una colla già indurita e con scadenza molto ravvicinata. E’ una colla che gonfia e attacca su tutto quello che trova, aderendo a quasi tutti i tipi di materiali (non solo i porosi, tipo legno). Consiglio l’utilizzo in operazioni fatte in economia ed improbabili, ad esempio incollare una paletta spezzata in mille parti (di cui il 50% assenti) di uno strumento di poco valore. Gonfiandosi può riempire come uno stucco. Un buon alternativo alla Titebond è l’adesivo Fratelli Zucchini. Attenzione a chiudere bene il tappo!

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