Il Liutaio, la formazione ed i primi passi


2012 Si qualificava come Maestro Liutaio-Archettaio presso la Scuola "Spataffi" di Gubbio.

Apriva la propria attività a Perugia nel Gennaio del 2012.

2012 Diventava Liutaio elettrico sotto la guida del Maestro Liutaio "Ildebrando Minelli".

2012 Dalla Camera di Commercio è stato riconosciuto all'impresa Liuteria Cesarini il possesso dei requisiti di mestiere artistico-tradizionale, in quanto, nei procedimenti di lavoro è stato accertato il "vero" lavoro artigianale-artistico, che non si serve di semilavorati o di materiali scadenti.

2013 Partecipava ai Master Stage del Maestro Archettaio "Jean Grunberger", presso Angers (Francia), per affinare la tecnica di "Réparation d'archets niveau" (incrinatura francese).

2015 Intervista al Liutaio Cesarini di Paola Mannocci.

Federico non ha nulla di Stéphane, il cupo liutaio protagonista del film "Un cuore in inverno" del maestro francese Claude Sautet, magistralmente interpretato da Daniel Auteil. Federico Cesarini è un giovane liutaio, non è disilluso dalla vita, non ha atteggiamenti da misantropo e il suo laboratorio - in quel di Pila - non è un sacrario votato al passato, dalle cui mura si diffondono solo auliche note settecentesche. Nella "Liuteria Cesarini" convivono, in totale armonia, violini, archetti, bassi elettrici, chitarre antiche, chitarre elettriche e mandolini siciliani di fine '800. È il laboratorio di un artista che vive della sua passione, la musica, in tutte le sue espressioni, moderne ed antiche. Perché la passione non ha barriere, neanche quelle temporali.

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«Ad essere sinceri, preferisco la definizione di artigiano. Considero la mia attività un lavoro di alto artigianato. Rifiuto l'enfasi di certi colleghi che si definiscono artisti». Et voilà, anche la prosopopea di Stéphane-Auteil è archiviata.

Dato che non siamo proprio nei dintorni di Cremona, città di Stradivari le cui vie sono popolate da botteghe di liutai, ci racconti come nasce la tua passione per l'arte della liuteria? «Dall'amore per la musica. Semplicemente. Prima di essere un liutaio, sono un chitarrista e mi diletto a suonare anche il pianoforte e il violino. Quindi "frequento" da tempo il mondo delle sette note. A questo si sono ben sposate le capacità manuali ereditate da mio padre, il suo amore per la lavorazione del legno e dei metalli. Da queste passioni congiunte ho capito che potevo creare i miei strumenti su misura, sulle mie esigenze e determinare la qualità finale del mio suono».

Ma non ti sei limitato a costruire chitarre o bassi per te stesso. Il tuo biglietto da visita recita "Federico Cesarini, maestro Liutaio-Archettaio". Come si raggiunge questa qualifica? Qual è stato il tuo percorso formativo? «Dopo il diploma al liceo scientifico, ho frequentato la scuola "Spataffi" di liuteria di Gubbio, sotto la direzione del maestro Ildebrando Minelli. Oltre allo studio di fisica acustica del suono, chimica dei materiali ed altre materie professionali, ho appreso i segreti per la costruzione del violino e di altri strumenti cordofoni, ad arco e a pizzico (chitarre, contrabbassi.). Uno stage nel sud della Francia, alla scuola del maestro Jean Grunberger (ALADFI member), mi ha permesso di specializzarmi sulla manutenzione e riparazione degli archetti».

Già, gli archetti. Sembrano delle comparse di fronte all'invadenza dei primi attori violini o contrabbassi... «Invece sono determinanti nella ricerca della qualità del suono. L'usura del crine – di cavallo – la sua sostituzione, l'incrinatura dell'archetto richiedono la stessa attenzione del restauro o della creazione di uno strumento vero e proprio.».

Il laboratorio è funzionante solo dal 2012, ma è già a pieno ritmo. Quali sono le commissioni che ti giungono più di frequente? «I lavori di set-up di bassi, chitarre, violini, le incrinature degli archetti, appunto. E ovviamente la costruzione di violini, chitarre, bassi, acustici ed elettrici. Ma è la fase di progettazione e costruzione di uno strumento che prediligo, perchè più coinvolgente rispetto ad un intervento riparatore. Al momento della commissione, infatti, si crea con il musicista un'intesa totalizzante. L'obiettivo comune è il raggiungimento della più alta qualità del suono che, ovviamente, deve rispondere alle esigenze personali del committente. Fondamentale, quindi, raggiungere una profonda empatia. Si stabilisce una sorta di collaborazione per un work in progress in continuo divenire: i test e gli "assaggi" del musicista mi suggeriscono le dritte giuste per intervenire "in itinere" e raggiungere infine il suono desiderato».

Quanto tempo occorre per costruire un violino? «All'incirca due mesi. Si parte dalla scelta del legno - abete rosso e acero marezzato - e poi si procede con i vari step: dalla costruzione della dima (modello dello strumento), al taglio del legno per le varie componenti (tavola armonica, fasce laterali, fondo e manico), alla incisione delle due effe per il violino. A questo punto si assemblano le varie parti con l'aiuto della colla da legno. Lungo tutto il profilo della tavola armonica, si incide il filetto, elemento non solo estetico, ma anche funzionale perché aiuta a stabilizzare la struttura del legno. Quindi si procede con la lavorazione e montatura del manico e del riccio. Per giungere, infine, alla verniciatura con lacche, oli-resinosi a base alcolica e distribuiti rigorosamente con l'ausilio del pennello. Quindi si imposta l'anima, cioè un cilindro di abete all'interno della tavola armonica, che ha la funzione di "distribuire" la pressione generata dalle corde tese e quella delle vibrazioni prodotte dalle corde lungo il piano armonico. A questo punto si aggiungono la cordiera, la mentoniera, il ponticello e i piroli. Solo il set-up finale con le corde rivelerà il suono ottenuto e i vari interventi necessari per ottimizzare il tutto».

Ci hai descritto un lavoro paziente, antico, che dà origine ad una scultura dalle linee sinuose, capace di trasmettere ammalianti onde sonore. Ma al contempo anche una "macchina acustica di precisione" il cui rigoroso rispetto di parametri e misurazioni lascia poco spazio alla creatività individuale... «L'arte della liuteria è antica, parte dal Cinquecento per giungere fino ai giorni nostri. I maestri del passato e i loro violini, come gli Stradivari, gli Amati e i Guarneri, hanno reso grande il nostro Paese in quest'arte. Le varie scuole, cremonese, bresciana, napoletana, hanno ancora tanto da dire a livello mondiale. Però le esigenze moderne richiedono anche strumenti di ricerca, capaci di confrontarsi con nuove sonorità e nuove frontiere. E qui la discrezionalità del liutaio, unita alle esigenze del musicista, ha dei margini per intervenire. L'ottenimento di un suono personalizzato deriva per forza di cose da un lavoro unico e irripetibile. Ribadisco, un lavoro di alto artigianato».

E se volessimo quantificare il costo di questi "gioielli" di alto artigianato? «Niente di più semplice e trasparente. Nel mio sito web riporto un dettagliato listino prezzi per i miei interventi. Tutto ciò per rendere il più oggettivo possibile questo lavoro e combattere certe "speculazioni" che "sporcano" e alterano il mercato. Comunque, per non eludere la domanda, il prezzo di uno strumento acustico varia a seconda della tipologia. La costruzione di un violino si aggira in media sui 10mila euro. Per quanto riguarda gli strumenti elettrici, i prezzi variano dai 1500 ai 3mila euro, anche perché si utilizzano legni meno pregiati, come aceri, frassini, ontani.».

Quale, fino ad oggi, la creazione che ti ha regalato maggiore soddisfazione? «Beh, ho avuto tante soddisfazioni dal mio lavoro, dal punto di vista professionale e umano. Al momento riusciamo ad avere circa 400 clienti in totale, guardando i registri, che ritengo al 99,00% soddisfatti. Il laboratorio vuole rimanere puramente artigianale e in questo stiamo riuscendo. Vogliamo eliminare il semilavorato dal prodotto, parlo specialmente degli strumenti elettrici, in quanto i violini non hanno questo problema. Molto presto riusciremo ad avere dei prodotti "Expertise", prodotti a km 0 - noi li chiamiamo così! - che non avranno parti meccaniche ed elettriche lavorate fuori Italia. Al momento la liuteria italiana si serve molto dall' Oriente e dall'America, è sempre più difficile trovare componentistica europea, italiana quasi impossibile. Dal punto di vista collaborativo le new entries che danno gioia sono Giacomo Rossetti dei Negrita, Stefano Cerisoli di Patty Pravo, Renga,Masini e molti altri, Valter Vincenti di Alborosie.»

2015 Veniva contattato dalla Fondazione Carlo Antonio Monzino (Mogar) per rappresentare l'arte liutaria classica a EXPO 2015 durante il contesto "Le Mani Sapienti" (curatore Maestro Andrea Bandel), che teneva luogo presso la prestigiosa Sala delle Merlate presso il Castello Sforzesco di Milano.

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2015 Vinceva con lo strumento ad arco "The Jark" una competizione privata tra violini italiani di altissimo livello. I liutai partecipanti erano venti, provenienti specialmente da Nord Italia, i violini in lizza circa 120-130. Con il violino "Wilson" si classifica terzo, quindi un ottimo podio. La competizione si svolgeva a Milano presso l'Hotel Mariot, l'orchestra che li selezionava era l'Orchestra Nazionale Giovanile di Caracas. Il Direttore di Orchestra Dietrich Paredes (in foto) si è personalmente complimentato con il Maestro Liutaio Federico Cesarini.

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2018 Ruolo di perito e tecnico in materia liutaria

2018 Intervista al Liutaio Cesarini di Danilo Nardoni.

Liuteria Cesarini a Uj dà spazio allo strumento artigianale: «Espongo e spiego le complessità del mestiere»

Buono il bilancio della vetrina/laboratorio in via Danzetta a Perugia

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Visita guidata al laboratorio in via Danzetta

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Finita Umbria jazz, Perugia si svuota. Ormai è questo il “mood” che, almeno per una settimana dalla fine del festival, si sente ripetere tra i perugini e non solo. A svuotarsi però, dopo dieci giorni ricchi di musica e di presenze, sono anche i negozi di strumenti musicali che, almeno temporaneamente, avevano aperto nel mese di luglio in centro storico.

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Esposizione temporanea al laboratorio in via Danzetta

Del primo, un più classico punto vendita in via Bonazzi a cura del Pick Bazar, abbiamo già parlato. Contemporaneamente, in un locale sfitto al n.13 di via Danzetta, ne è stato aperto un secondo, dal 13 al 22 luglio, curato dalla Liuteria Cesarini che è tornata per la quarta volta tra le vie del centro con la sua ‘Liuteria Cesarini Expo’: la prima in via Priori nel 2013, la seconda in corso Vannucci nel 2014, la terza sempre in via Danzetta nel 2015. Ed il giovane liutaio-musicista Federico Cesarini racconta ad Umbria24 questa esperienza che ancora una volta lo ha portato fuori dalla sua casa-bottega di Pila.

uj esposizione temporanea strumenti

EXPO temporanea UJ 2018

Vetrina/laboratorio ‘Liuteria Cesarini Expo’: è così che Federico chiama questi temporanei eventi di esposizione al pubblico, «svolti sempre creando delle vetrine/laboratorio molto interessanti, che al contrario del concetto fieristico cerca di creare un rapporto con il cliente/visitatore». «La fiera, dove con i troppi e tutti uguali espositori la gente non tocca con mano e testa l’artigianalità dell’esposto – spiega –, porta ad allontanare sempre di più le persone dal concetto di “artigiano”. Ormai infatti sembra normale, per molte persone, di trovare nel mercato un violino di liutaio a mille euro, una chitarra di liuteria a 400 euro e così via. Si è perso il contatto con il “vero”. Gli strumenti di liuteria di qualità sono beni di altissimo artigianato e richiedono ben altri tempi di lavoro, nonché altri budget di spesa».

uj esposizione temporanea strumenti

Visita guidata al laboratorio in via Danzetta

Prodotto speciale: «La maggior parte dei visitatori che passano alle nostre esposizioni, perfino i più scettici, capiscono bene dopo un’accurata presentazione che il prodotto che osservano è speciale, può certo non piacergli, ma rimane il fatto che sia diverso da quello che trovano solitamente. Altri già sono ben informati, quelli che acquistano infatti devono un po’ conoscere il mestiere e il prodotto del liutaio. Ed in questo ci sono pro e contro. Sicuramente tra i pro la peculiarità degli strumenti e in certi casi la notevole precisione nei dettagli (timbro, suonabilità, estetica). Tra i contro c’è il prezzo, in certe serie Top, nonché la difficoltà a fidarsi. Non tutti i liutai (come gli artigiani o gli artisti) sono bravi e hanno gusto, mentre dell’industria ci si fida più facilmente».

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Trio Joy De Vito inverso

Liuteria svelata: A tale scopo, oltre ad esporre, occasionalmente Federico spiega le complessità del mestiere attraverso brevi presentazioni che prendono il nome di ‘La Liuteria svelata: «Durante Umbria Jazz ho conosciuto 43 ragazzi, di età mista, a cui ho personalmente spiegato brevemente la costruzione di uno strumento ad arco. Il risultato è certamente sorprendente, mi dà molta sorpresa vedere quanto siano curiosi ed interessati al mio lavoro».

umbria jazz 2018 esposizione temporanea strumenti

EXPO temporanea UJ 2018

Eventi: Davanti alla liuteria temporanea poi hanno suonato diversi artisti locali e non, tra cui Lusi, Joy De Vito, Vins Johnson, Gabriele Bianchi, Carla Bella, Bernardo Sacconi, Francesco Pantusa, I am a Man, I Picari, che si sono avvicendati con gli strumenti (in prestito) della Liuteria. «Ci piace creare queste sinergie nonché facilitare i musicisti a suonare senza portare troppa attrezzatura» afferma Federico.

Heavy Wood a UJ 2018

Joy De Vito a UJ 2018

Strumenti: Gli strumenti della Liuteria sono stati protagonisti anche durante il festival. «Altri artisti a cui sembra andare sempre bene Umbria jazz, come buskers, sono gli Heavy Wood. Quest’anno sono finiti nel main stage in Piazza 4 Nov. invitati dai The Mystic New Orleans. Bob Horse (Roberto Cavallo) ha portato sul palco la sua chitarra 7 corde “C-Drawk”, da noi realizzata due anni fa. Ha fatto vedere qualche virtuosismo, ed il pubblico ha reagito bene». Mentre per il basso che Federico avrebbe dovuto dare a Nik West prima della sua esibizione all’Arena non c’è stato poi il momento propizio ed ideale per la consegna.

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